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Sabato, 22 Novembre 2008
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AVELLINO. I sindaci del pd affilano le armi per eleggere il nuovo cda dell’Alto Calore servizi spa.
Un deficit di diversi milioni di euro che deve essere urgentemente risanato; una rete di condutture obsolete che favorisce la dispersione dell’acqua, quando mai come in questo periodo ogni goccia è preziosa; un management completamente da rifondare. Sarebbero tante la ragioni per stare lontani dalla guida dell’Alto Calore servizi spa ma l’ente resta quello che più fa gola alla politica irpina. La settimana prossima, tutti i nodi verranno al pettine. L’assemblea dei sindaci si riunirà in prima convocazione lunedì primo settembre ma sarà nel corso della seconda convocazione che i primi cittadini riusciranno ad eleggere il nuovo consiglio di amministrazione. A viale Europa, quindi, sta per terminare il regno di Donato Madaro, manager, eletto dai sindaci del centro sinistra nell’autunno scorso ma che era stato indicato da Giuseppe De Mita. In realtà, il suo mandato, sarebbe dovuto terminare già a fine luglio. Ma, allora, anche se non lo ammetteranno mai, i primi cittadini si sono comportati come dei dilettanti allo sbaraglio ed hanno eletto un nuovo consiglio di amministrazione quando già l’assemblea era chiusa. Con il risultato che per qualche giorno è sembrato che la società avesse due presidenti. Alla guida di viale Europa, era stato indicato Franco Maselli, ma si trattava solo di un’impressione perché Madaro è rimasto, saldamente, al comando. Visto come sono andate le cose l’ultima volta i primi cittadini farebbero bene a stare attenti ad ogni cavillo perché anche se il pd insieme a socialisti e uduer ha un’ampia maggioranza, non sono esclusi i colpi di scena. Ma al di là di queste baruffe partitocratiche chi si prepara a guidare l’Alto Calore farebbe bene a pensare che le vacche grasse sono terminate. Per anni il consorzio prima e la spa poi, è stato un incredibile centro di potere. Effettuare assunzioni ed elargire incarichi dava modo di aver un cospicuo pacchetto di voti nelle mani di chi amministrava. Ma ora la società ha una pesante situazione debitoria ed in più si trova a possedere delle strutture non in grado di affrontare la sfida dei prossimi anni. Mai come in questo caso la politica dovrebbe fare un passo indietro per favorire il rilancio di una società che gestisce il bacino idrografico più importante del meridione.
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