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AVELLINO. Arturo Meo riconfermato coordinatore provinciale de La Destra.
, Lunedì 29 Settembre 2008 - 11:38.




Arturo Meo è stato riconfermato coordinatore provinciale de La Destra nel corso del primo congresso provinciale del movimento di Francesco Storace celebratosi nella sede del circolo “G. Almirante” di Montella. L’assemblea, presieduta da Eugenio Laurenzano componente del Comitato Etico nazionale del partito, ha eletto i sette delegati al congresso nazionale in programma a Roma nei giorni 7, 8 e 9 novembre prossimi. Gli irpini che unitamente a Meo rappresenteranno la provincia di Avellino nell’assise nazionale sono: Gerardo Basile, Gennaro Bruno, Rosario Capolupo, Genny Teresa Carretta, Antonio De Nardo, Rosario Del Priore, Franco Lo Conti.
I lavori del congresso provinciale sono stati aperti da Gerardo Basile, coordinatore de La Destra di Montella, il quale con orgoglio ha ricordato che una delle prime sezioni a livello nazionale del vecchio Msi fu fondata proprio nella cittadina dell’Alta Irpinia.
I congressisti, al termine delle operazioni inerenti all’elezione del portavoce provinciale ed all’elezione dei delegati, alla unanimità hanno approvato la seguente mozione facendo carico il neo coordinatore provinciale di illustrarla in sede di dibattito nazionale.
MOZIONE
In un clima di federalismo, di cui non si conoscono gli effettivi sbocchi ed i reali contenuti che potrebbero alla fine risultare devastanti per l'unità nazionale, La Destra deve rivendicare con forza l'appartenenza dell'Irpinia, zona interna del Bel Paese, al "sistema Italia" respingendo con forza le istanze di movimenti separatisti che alimentano inquietanti egoismi.
Contro il processo di unificazione dell'Italia durante il primo decennio del Regno l'insurrezione politica e sociale sorta nel Mezzogiorno italiano venne definita brigantaggio e gli autori della insorgenza furono definiti briganti dai militanti unitari; oggi l'Irpinia, unitamente ad altri popoli, deve produrre una nuova generazione di "briganti", questa volta decisi - sotto la bandiera de La Destra, simbolo di libertà, di continuità, di modernità - a battersi per difendere l’unità d’Italia ed al tempo stesso per tutelare le peculiarità culturali, etniche ed ambientali del Sud d'Italia.
La gente del Sud ci guarda e La Destra può intercettare i consensi di questa gente nella misura in cui andrà a posizionarsi sul territorio. Massima attenzione verso il sociale, in particolare nei confronti delle categorie deboli di una società sempre più oggetto di grosse manovre di mercato e sempre meno soggetto attivo in termini di partecipazione. Massima attenzione per quei settori dell’economia irpina - si pensi agli artigiani, ai piccoli operatori del commercio, agli agricoltori - che pur rappresentando la fonte di una cospicua quota del prodotto provinciale non trovano adeguato riscontro da parte del legislatore regionale. Massima attenzione verso le politiche attive del lavoro al fine di attrarre in Irpinia investimenti capaci di fronteggiare il problema della disoccupazione. Una destra moderna e non salottiera di questo dovrà farsi carico.
La Destra ha il dovere di farsi interprete del ruolo che questo settore politico - con coraggio rappresentato per anni da Giorgio Almirante - ha avuto nel parlamento repubblicano, esaltando quei valori che non possono non appartenere alla destra politica. Giustizia sociale, tutela delle classi meno abbienti, tutela dei deboli, tutela della integrità nazionale, valorizzazione del lavoro inteso come elemento essenziale della società, salvaguardia della supremazia del diritto e delle connesse libertà dell'uomo, condanna dei privilegi, condanna del carrierismo politico, esaltazione della meritocrazia, smantellamento della casta: questi sono i valori, la stella polare dell'azione politica de La Destra.
La   Destra deve   impedire che altri   possano   impossessarsi definitivamente di iniziative che da sempre sono state patrimonio culturale e strategico di questo settore politico. Così operando, con fede e determinazione,  La Destra sarà in grado di riscuotere quel consenso  popolare  che  deve  essere  alla  base  di  ogni  civiltà moderna.


Perché il processo di riproporre nella coscienza popolare l'idea di una destra moderna - dopo che altre formazioni ignominiosamente hanno  deciso  di  liquefarsi  in un  calderone  dove  gli antichi sentimenti almirantiani purtroppo non troveranno spazio - è assolutamente necessario e vitale tenere fuori dal movimento quanti intendono militare a destra sulla scia di culture razziste e xenofobe. Dare spazio a tali fenomeni significherebbe non aver compreso il momento critico che l'intero arcipelago della destra sta vivendo in Italia.

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