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Sabato, 22 Novembre 2008
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CAMPANIA. Il consiglio regionale approva il riordino delle comunità montane tra le proteste dei territori.
Il consiglio regionale della Campania ha approvato la legge di riordino delle comunità montane, in zona cesarini. Il voto è arrivato al termine di una maratona notturna, che si è svolta l’ultimo giorno, e che ha evitato l’entrata in vigore del dispositivo nazionale, molto più restrittivo di quello licenziato dall’assemblea regionale. A favore del dispositivo hanno votato 28 consiglieri. 13 hanno detto mentre 2 si sono astenuti. La legge scongiura l’entrata in vigore del norma nazionale ma è stata accolta con profondo disappunto nei territori soprattutto in Irpinia, zona dell’entroterra della Campania, caratterizzata da un territorio montuoso. Probabilmente, la legge permette di risparmiare diversi milioni di euro, ma sconvolge i territori. Ad esempio, un comune come quello di Ariano Irpino, esce dal comunità montana dell’Ufita perché supera i ventimila abitanti, sconvolgendo il concetto stesso di area montana. Ma anche gli altri territori sono stati profondamente colpi. Basti pensare che la comunità montana del Partenio è stata accorpata a quella del Vallo Lauro Baianese. Ebbene chiunque abbia un minimo di nozione geografica conosce la distanza e la diversità di questi due territori che hanno delle caratteristiche e delle aspirazioni di sviluppo completamente diverse. Ed ancora lo stesso consiglio regionale che ha approvato il riordino degli enti montani non ha tenuto in alcun conto il piano territoriale regionale, approvato solo due settimane fa. Ebbene il pter, disegna lo sviluppo di queste aree dell’entroterra, tenendo presente, i confini geografici delle comunità montane. Insomma la frittata è fatta ed è l’ennesima dimostrazione, purtroppo, di quanto il consiglio regionale sia distante dagli interessi delle zone interne della Campania. Sembra, però, che a questo guazzabuglio si possa ancora trovare una via di uscita perché, almeno, nella bozza si prevedeva di poter apportare qualche cambiamento in sede di approvazione della legge finanziaria del 2009. Dai territori si stanno forte proteste, c’è solo da augurarsi che questa volta vengano tenute in debita considerazione in quel di Napoli.
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