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Giovedì, 20 Novembre 2008
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AVELLINO. Festa del Forestale.
![]() Noi siamo contrari a questa legge regionale di riordino delle Comunità Montane, perché risponde ad una logica personalistica dell’assessore Antonio Valiante, che è da ritenersi l’unico responsabile di quanto è accaduto, ed intendiamo ripartire dal coinvolgimento dell’osservatorio regionale per migliorare la legge e vedere riconosciuti gli sforzi che le Comunità Montane hanno sostenuto per difendere il territorio ed i lavoratori forestali. Ho la sensazione che ci sia una gran paura intorno a chi fa politica sul territorio, perché si ritiene che questi faccia ombra a chi svolge i più alti ruoli istituzionali della regione Campania, ma noi vogliamo essere soltanto a servizio della nostra gente e poniamo al centro dell’attenzione le loro esigenze. Lo ha affermato Giuseppe Solimine, presidente della Comunità Montana dell’Ufita, intervenendo alla seconda edizione della “festa del forestale”, organizzata dai Fai-Cisl provinciale presso la taverna Capozzi, una delle strutture turistiche realizzate sull’altopiano del Laceno. Evidentemente, l’edizione 2008 della festa è stata caratterizzata dall’analisi del nuovo testo della legge regionale n. 12 del 30 settembre scorso, pubblicata sul B.U.R.C. lunedì scorso, che stravolge la geografia delle Comunità Montane della Campania ed inserisce linee di principio assolutamente non condivise praticamente da nessuno. Anche Aniello Troiano, intervenuto alla manifestazione al posto dell’assessore regionale per l’agricoltura, Andrea Cozzolino, ha bocciato i principi contenuti nella legge ed ha aggiunto “che il testo è il frutto di un deficit politico, secondo il quale da più parti si tenta di dare a problemi complessi risposte semplici, che non aiutano nessuno. Mancando la politica ogni consigliere regionale ha fatto per sé, ma sull’Ente montano del Partenio occorre metterci mano”. Solimine ha sottolineato che Cozzolino si è impegnato a lavorare per modificare la legge ed ha rivendicato gli sforzi compiuti per giungere alla stabilizzazione dei forestali e all’assunzione di 75 unità, impiegate a svolgere attività di manutenzione sulle strade provinciali. “E lo abbiamo fatto senza toccare un euro dei fondi destinati all’Ente – ha affermato – e tenendo una gestione sempre attenta e finalizzata al massimo risparmio. Occorre tagliare i costi della politica? Attualmente percepisco seicento euro al mese e propongo ai presidenti di rinunciare agli emolumenti, ma sarebbe il caso che anche i consiglieri regionali iniziassero a ridurre i loro stipendi di quindicimila euro mensili”. Solimine ha ricordato l’attivazione del servizio di falegnameria e del Centro Antincendio boschivo, che svolge la costante azione di controllo del territorio di competenza innescando gli interventi più opportuni in caso di incendio o di inquinamento atmosferico. “Nessuno avrebbe immaginato che tutte le tecnologie messe in campo sarebbero risultate utili alla forestazione – ha commentato – ma alla fine il risultato è stato eccellente anche grazie all’impegno degli operatori, usciti dall’anonimato e rinvigoriti da una nuova e più robusta dignità professionale”. Il funzionamento del Centro è stato illustrato dall’ingegnere Antonio Pigna, coadiuvato dall’ingegnere Lucilla Dioguardi, entrambi appartenenti alla società Selfin del gruppo Comdata, che ha curato l’informatizzazione del servizio. Quel servizio rappresenta il simbolo di quello che gli enti montani possono fare per rispondere alle esigenze di un territorio ed è stato assunto ad esempio dagli altri presidenti. Bocciature per la legge regionale anche dai presidenti Nicola Di Iorio, della Terminio Cervialto e Giuseppe Di Milia di quella dell’Alta Irpinia. Di Iorio ha parlato di contraddittorietà tra le decisioni assunte dalla stessa giunta regionale in occasione dell’approvazione della proposta Abbamonte e di quella successiva, targata Valiante, di tono completamente diverso ed ha sottolineato l’importanza di verificare i trasferimenti del personale nel rispetto dei loro luoghi di residenza. Di Milia ha fatto notare che i forestali svolgono un ruolo fondamentale nella guerra contro il fuoco ed ha osservato che la legge regionale è lacunosa e si contraddice anche nei termini usati dal legislatore. Sono intervenuti: Aniello Chieffo, sindaco di Bagnoli; Mario Melchionna, segretario provinciale della Cisl; Carlo Colarusso, segretario regionale Fai; Vincenzo Luciano, responsabile nazionale Uncem foreste e Gianni Pastrello, della segreteria nazionale Fai. Le Ultime Notizie in Attualità |