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Sabato, 4 Luglio 2009
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BENEVENTO. Alla Rocca dei Rettori il gemellaggio Montesarchio-Betlemme.
“Quello che maggiormente preoccupa non è il muro di 750 km. che circonderà, un volta ultimato, il popolo palestinese. Quello che deve essere abbattuto è il muro delle diffidenze religiose e razziali. Il popolo di Palestina cerca la pace e vuole essere trattato con la dignità che merita in una piccola fetta della Palestina con spirito di solidarietà nei confronti di tutti i popoli.” Con queste parole il sindaco di Betlemme Victor Batarseh ha concluso il suo discorso nella Sala Consiliare della Rocca dei Rettori, sede della Provincia di Benevento, dove è intervenuto nell’ambito del Gemellaggio tra Montesarchio e Betlemme, siglato venerdì sera nella cittadina caudina. Il sindaco della cittadina della Cisgiordania, unitamente a quello caudino, Antonio Izzo, è stato ricevuto alla Rocca dei Rettori dal presidente della Provincia di Benevento prof. Aniello Cimitile. Ad accogliere i due primi cittadini numerose autorità, tra le quali il presidente del tribunale di Benevento ed i sindaci della Vallata caudina. Batarseh ha firmato il Libro degli Ospiti d’onore della Rocca dei Rettori, scrivendo (in arabo): “Questo di stasera è un piccolo passo, il primo di un lungo cammino di pace. La nostra cittadina ha dato i natali al Principe della pace e noi auspichiamo che la speranza di pace che ha regalato a tutti possa estendersi da Betlemme in tutto il mondo”. Nella Sala Consiliare si sono tenuti i discorsi protocollari. Il presidente Cimitile ha sottolineato come la Provincia preveda espressamente nel proprio Statuto l’impegno per favorire la conoscenza tra i popoli. Non si tratta – ha spiegato Cimitile - di una indicazione solo formale perché è nella storia dell’Italia repubblicana favorire l’incontro tra le comunità locali di diverse etnie per costruire insieme una vera cultura della pace, partendo proprio dai popoli e “dal basso”. Cimitile quindi ha ricordato i valori etici e di fede connessi al nome stesso di Betlemme e li ha trasferiti nel mondo contemporaneo: la grotta della Natività, ha spiegato Cimitile, indica il nucleo fondamentale della società civile, la Famiglia; il ruolo di Maria ci fa riflettere sul rispetto che si deve alla donna proprio nella Giornata dedicata alle donne contro le violenza che ancora oggi patiscono; Giuseppe, inoltre, ricorda il lavoro, oggi tanto drammaticamente latitante; il viaggio verso Cristo, infine, ha concluso Cimitile, richiama il tema delle migrazioni e dell’incontro tra i popoli che oggi sembra angosciare molti cittadini, quando invece si dovrebbe sviluppare una migliore cultura dell’accoglienza. Il sindaco di Montesarchio, Izzo, dal canto suo, ha ricordato come la comunità caudina abbia accolto con gioia la presenza di Batarseh nella propria comunità proprio per il suo farsi ambasciatore di pace nel mondo e per la sua capacità di immedesimarsi nel mistero di Padre Pio nel corso della sua visita a i Luoghi del Santo. Izzo non ha mancato di sottolineare come questo rapporto tra le collettività sia nato per merito di una suora che da anni esercita la propria fede missionaria in Cisgiordania. Bartaseh, intervenendo a concludere l’incontro, ha ricordato che il gemellaggio tra le piccole comunità ha lo scopo di costruire un ponte con altri popoli e altre culture per favorire il dialogo tra le Nazioni: per questo egli è un viaggiatore instancabile. Ben 18, ha detto, sono i gemellaggi con le cittadine italiane e 52 in tutto il mondo: proprio a questi cittadini egli ha lanciato un appello per non ricordarsi di Betlemme soltanto a Natale, ma tutti i giorni dell’anno: Betlemme, infatti, ha detto, è il luogo d’incontro delle tre grandi religioni monoteiste. Le Ultime Notizie in Attualità |