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Venerdì, 3 Settembre 2010
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AVELLINO. GUARDIA DI FINANZA: Operazione SANTABARBARA DUE
Alle ore 16.00 odierne il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, Colonnello Mario IMPARATO, ha ricevuto i rappresentanti degli organi di comunicazione locali presso il Comando Provinciale onde fornire i dettagli relativi al primo importante risultato dell'operazione SANTABARBARA DUE, l’articolato piano di controllo del territorio che le Fiamme Gialle hanno avviato a decorrere dall'ultimo week-end di novembre nell’ambito delle altre iniziative tese a garantire (a fattor comune con le altre forze di Polizia) l’ordine e della sicurezza pubblica nel periodo delle festività natalizie. Le direttrici impartite dal Comando Provinciale, basate sull’avvio di specifici servizi di contrasto delle varie fenomenologie illecite (tributarie ed extratributarie) ed incentrate su un incremento della presenza sul territorio, ha avuto tra i principali obiettivi il commercio di artifizi pirotecnici e materiale esplodente. In linea con l’analoga azione di servizio sviluppata sul finire del 2007, è nata così l’operazione SANTABARBARA DUE, caratterizzata da aspetti di prevenzione (verifica, presso gli esercenti abilitati alla commercializzazione di artifizi pirotecnici e prodotti esplodenti, del possesso di specifiche licenze amministrative imposte dal particolare regime di autorizzazioni cui è subordinata la vendita) e da tratti più tipicamente repressivi (ricerca di illiceità tout court, sia quanto a corrispondenza tra prodotto posto in vendita e quanto previsto dall’autorizzazione che all’individuazione di depositi illegali). In tale contesto, quale primo risultato sul versante repressivo, nella giornata di ieri gli uomini della Compagnia di Avellino (Nucleo Mobile), agli ordini del Capitano Salvatore SERRA (presente al tavolo della conferenza unitamente al Comandante Provinciale), sono pervenuti al sequestro di quasi 5 tonnellate di artifizi pirotecnici e fuochi artificiali, illegalmente detenuti in una casa di civile abitazione. Da tempo i finanzieri del Nucleo mobile erano sulle tracce di un vero e proprio deposito che, sulla base degli elementi informativi acquisiti, avrebbe costituito la base l’approvvigionamento della maggior parte delle bancarelle improvvisate che tanto sovente si notano lungo le strade man mano che ci si avvicina al periodo di fine anno, un punto di raccolta che, proprio per la sua rilevanza, non poteva certamente passare inosservato se non adeguatamente occultato. Le informazioni acquisite permettevano di circoscrivere la zona d’interesse all’area del montorese, una località che per la sua posizione poteva, da un lato essere rifornita facilmente dal salernitano e dal napoletano e, dall’altro, si poneva come “centro di distribuzione” ideale per la città capoluogo e le aree limitrofe. Specifici appostamenti venivano quindi effettuati, per diversi giorni, nel territorio dei Comuni di Montoro Superiore (AV) e Montoro Inferiore (AV). A seguito di tali servizi si rilevava un anomalo, periodico, movimento di un vecchio furgone da carico, senza alcuna indicazioni della ditta di appartenenza: una volta individuato con certezza il luogo di destinazione, nel primo pomeriggio di ieri i militari decidevano di fare irruzione presso una villa isolata sita proprio nella frazione Borgo del Comune di Montoro Superiore (AV). All’interno del compound della villa, nel piazzale antistante i locali adibiti a garage, veniva di fatto trovato il furgone sospetto oggetto dei servizi di appostamento che, a bordo, custodiva ancora alcuni cartoni di artifizi pirotecnici e prodotti esplodenti: veniva appalesato il motivo della visita al proprietario della villa e si dava corso ad una vera e propria perquisizione dell’intera area, un perimetro alquanto vasto comprendente al suo interno anche un uliveto ed una piscina. L’attenzione dei militari veniva attirata da alcuni armadi metallici che erano adagiati lungo un muro perimetrale della villa, al riparo di una tettoia: mentre uno dei due risultava contenere bottiglie ed altre cose senza valore, l’altro era stranamente vuoto ed, in maniera insolita per un qualcosa che si trova all’esterno, completamente pulito. Dopo aver invano cercato spiegazioni dal proprietario della villa, i militari hanno dato corso ad un esame approfondito dell’armadio che, con loro sorpresa, si rivelava essere solo una copertura per l’accesso ad un vano segreto (mediante lo scorrimento del pannello metallico di fondo), un vero e proprio “bunker” in cemento armato posto immediatamente al di sotto del pavimento dei locali abitati della villa. All’interno del “bunker”, sistemati ordinatamente su scaffali metallici e piantane, facevano bella mostra di loro oltre 300 scatole di cartone contenenti artifizi pirotecnici e prodotti esplodenti: il lavoro certosino di conta e pesatura di quanto contenuto all’interno del deposito permetteva di quantificare i prodotti esplodenti in un totale di circa 30.000 pezzi (per l’esattezza 28.953 confezioni) che corrispondevano ad un peso complessivo di quasi 5 tonnellate (trattasi, precisamente, di ben 4.679 chilogrammi). Il proprietario della villa, identificato per tale G.L., di anni 52, nato a Montoro Superiore (AV) ed ivi residente, che fino ad allora era rimasto impassibile, ammetteva d’aver costituito tale deposito per la rifornire in maniera illecita i venditori di fuochi d’artificio dell’intera area avellinese. Nei suoi confronti scattava la segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino per detenzione di materie esplodenti senza le prescritte autorizzazioni (ai sensi dell’articolo 678 del codice penale), per omessa denuncia di materiali esplodenti (articolo 679 del codice penale), per fabbricazione/vendita/trasporto di fuochi d’artificio senza la licenza Prefettizia e non classificati (rispettivamente, ai sensi dell’articolo 47 e del’articolo 53 del Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza). Fermo restando che su ogni artifizio pirotecnico devono esser indicati in maniera chiara gli estremi del provvedimento del Ministero dell’Interno che ne autorizza il commercio ed il nominativo del fabbricante italiano o dell’importatore (se si tratta di merce estera), secondo la legislazione vigente i prodotti esplodenti sono giuridicamente suddivisi nelle seguenti categorie: - fuochi artificiali (appartenenti alla cosiddetta “IV categoria”): si tratta di prodotti per lo più “professionali” che possono essere venduti solo da esercizi appositamente autorizzati dall’Autorità Prefettizia competente per territorio (mai da commercianti in forma ambulante) e ceduti solamente a soggetti muniti di apposita licenza di Polizia (porto d’ami e/o nulla osta all’acquisto). Il possesso e l’utilizzo sono soggetti, rispettivamente, a denuncia ed autorizzazione all’autorità di Pubblica Sicurezza competente per territorio; - giocattoli pirici (appartenenti alla cosiddetta “V categoria – gruppo C): la cessione è riservata ai maggiori di anni 18 ed è necessaria la licenza di Pubblica Sicurezza per trasporto, detenzione e vendita. Anche il mero possesso è subordinato ad una specifica denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza competente per territorio; - artifizi pirotecnici di libera vendita (riconosciuti tra i prodotti non esplodenti): non è necessaria alcuna licenza di Pubblica Sicurezza per detenzione e per vendita (la commercializzazione di tali prodotti deve essere indicata nella licenza commerciale). La vendita, peraltro, può essere effettuata solo a soggetti maggiori di 14 anni. Il sequestro operato dalla Compagnia di Avellino, tra i più rilevanti degli ultimi anni (il sequestro più elevato in assoluto per quanto riguarda l’Irpinia), lungi dal rappresentare un risultato finale costituisce per le Fiamme Gialle della Provincia di Avellino solo il primo segnale in senso repressivo del complesso piano d’intervento e di presenza sul territorio denominato operazione SANTABARBARA DUE e che vede coinvolti tutti i reparti della Provincia. Le Ultime Notizie in Cronaca |