Lunedì, 6 Settembre 2010

IN CAMPANIA, STEFANO CALDORO RIUSCIRA' A FAR VOLTARE PAGINA AD UN'INTERA REGIONE?

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AVELLINO. Dopo il commissariamento della federazione del PdCIarrivano le dimissioni degli iscritti.
, Lunedì 30 Marzo 2009 - 16:51.




Molti di noi, quando si sciolse il P.C.I. decisero, era il 1991, di fondare il Partito della Rifondazione Comunista continuando le lotte e gli obiettivi del più grande partito Comunista europeo.
Nel 1997 la rottura tra Ulivo e Rifondazione cui seguì il confronto tra due diverse posizioni politiche: Cossutta denunciava la natura eversiva del centro destra, evidenziando come Berlusconi rappresentasse (e rappresenta tuttora) il peggio del neoliberismo, come Fini fosse l’erede dei fascisti e la Lega perseguisse una politica razzista e xenofoba, ritenendo necessario sostenere il Governo; Bertinotti al contrario non riteneva la lotta contro le destre, una priorità e  concentrava le sue analisi e critiche verso il centrosinistra.
Nella riunione del Comitato Politico Nazionale del 2-4 Ottobre 1999, grazie all’accordo tra Bertinotti e la componente trotzkista,  prevalse la posizione di votare contro la legge finanziaria, determinando così la caduta del governo Prodi.
Il 5 ottobre Diliberto rilasciò un’intervista a L’Unità, nella quale ripercorreva la storia di Rifondazione Comunista e denunciava la  “mutazione genetica” del partito e cioè la fuoriuscita dalla tradizione politica dei comunisti italiani per approdare ad un nuovo massimalismo demagogico.  Diliberto denunciò come quel partito (il PRC), nato dal bisogno oggettivo di rinnovare la tradizione dei comunisti italiani, con la scelta di rompere con il centrosinistra rinnegava la sua natura in nome di una politica settaria e massimalista contraria agli interessi delle classi sociali più deboli e dei lavoratori.
Tanti di noi, condividendo le preoccupazioni di Cossutta e l’analisi politica di Diliberto, uscirono dal PRC  e diedero vita,  l’11 ottobre del 1998, al  Partito dei Comunisti Italiani. 
La linea politica del PdCI dal momento della sua costituzione sino al 5° congresso è stata improntata alla costruzione dell’unità delle forze della sinistra, alla costruzione del centro sinistra per sconfiggere la destra e le politiche Berlusconiane. 
Nel luglio 2008, al  5° congresso del PdCI, Diliberto emula il Bertinotti del 1999, ed è promotore della “mutazione genetica” del Partito dei Comuisti Italiani.
Il PdCI non è più il partito che unisce la sinistra, come scritto nel nostro simbolo, ma rompendo con la tradizione dei comunisti italiani inizia a rincorre il partito della Rifondazione sul piano del settarismo, del massimalismo demagogico, operando un scelta contraria agli interessi delle classi sociali più deboli e dei lavoratori.
A questa deriva minoritaria si aggiunga la violazione di ogni elementare regola democratica di vita interna, dove lo statuto diventa un optional, la direzione politica del partito affidata ad un comitato centrale composto da oltre 530 compagni (più dei delegati al congresso, talmente tanti che non compare l’elenco neanche sul sito del partito) con organismi di fatto mesi nelle condizioni di non decidere.
In questo quadro nazionale la vicenda Campana, un partito organizzato in fazioni dove in omaggio alla formazione classico/giuridica del segretario nazionale vige l’unica regola del “divide et impera”.
Da ultimo nella direzione del 28.03.2009, in violazione delle decisioni congressuali, il PdCI si scioglie e si lascia “annettere” (Diliberto aveva tuonato “mai ci faremo annettere”) dal PRC, nelle cui liste sono stati offerti dei “posti”, il PRC mantiene il proprio simbolo con il “corollario” di altre formazioni annesse da Rifondazione.
Il nostro spirito e rimasto quello del congresso fondativo quello  “di chi pensa che la rivoluzione non sia da archiviare, che essa non sia un mero riferimento culturale, né tantomeno una bandiera da agitare. Noi dobbiamo cambiare il mondo dalle fondamenta e per questo abbiamo bisogno di un Partito Comunista che faccia politica e non propaganda.”
Da Comunisti riteniamo necessario costruire alleanze di sinistra e di centro sinistra per dare risposte ai lavoratori, ai pensionati, ai disoccupati, agli studenti; contrastando la privatizzazione del diritto allo studio, la militarizzazione di città e università, difendendo il diritto di sciopero, il diritto di andare in pensione,  il diritto alle libertà oggi negate, il diritto ad un mondo pulito.
Da Comunisti comunichiamo le nostre dimissioni da ogni incarico ricoperto nel PdCI e il non rinnovo della tessera del PdCI.
Da Comunisti continueremo a lavorare a difesa delle classi sociali più deboli e dei lavoratori.
Avellino, 30 marzo 2009
CICCHETTI Vito Nicola   Segretario Povinciale PdCI
SPERANZA Antonia        Tesoriere Povinciale  PdCI  -   segretario sezione Mercogliano
PETOIA Antonio              segreteria Povinciale PdCI -   segretario sezione Conza della Campania
RANAUDO Domenico     segreteria Povinciale PdCI  -  consigliere comunale
BOSSONE Giacinto          segreteria Povinciale PdCI  -  segretario sezione Lauro
DE LEO Pasquale             segreteria Povinciale PdCI  -  segretario sezione Vallata
INFANTE Aniello              segreteria Povinciale PdCI  -  sezione Bagnoli Irpino
ESPOSITO Emanuele       segreteria Povinciale PdCI   - sezione Avellino 
D’ANGOLA Gerardo        Comitato Federale  -  segretario sezione Sant’Andrea di Conza
DE VITA Gelsomino         Comitato Federale  -  sezione Senerchia
PICONE Maria                   Comitato Federale  -  segretario sezione Carife – consigliere Comunale Carife

MARANO Gabriele           Comitato Federale  -  segretario sezione Montella/Bagnoli I.
VECE Carlo                         Comitato Federale  -  sezione Grottaminarda
VASSALLO Germana G.    Comitato Federale  -  sezione di Atripalda 
DE LUCA  Gaetano            Comitato Federale  -  consigliere comunale Quadrelle
MEOLA Leonardo             Comitato Federale   - sezione di Trevico
GUIDA Lorenzo                 Comitato Federale   - sezione di Carife
MASTROPIETRO Vito       Comitato Federale   - sezione di Vallata
PETRILLO Mario Alfredo  Assessore Comune Prata Pricipato Ultra
TOBIA Nunzio                    Consigliere Comunale Sant’Andrea di Conza
SPERA Franco                    Segretario sezione Grottaminarda
ANDREOTTLA Gianluigi    Segretario  sezione  Trevico
GUIDINI Antonio                Segretario sezione  Ariano Irpino
RIPA Antonio                     Segretario  sezione Prata Principato Ultra
CETTA Angelo                     Segretario sezione  Calitri
GIRANDA Antonietta        Direttivo sezione Vallata
 

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