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Domenica, 14 Marzo 2010
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AVELLINO. Primo maggio tra crisi e disoccupazione.
E’ un primo di maggio amaro. C’è davvero poco da festeggiare. I sindacati hanno deciso di tenere la manifestazione principale a L’Aquila, in quell’Abruzzo martoriato dal terremoto. Ma non è solo il pensiero delle vittime del sisma ad intristire gli animi e ad ammainare le bandiere. Oggi non c’è clima di festa perché, probabilmente, è il primo di maggio più duro degli ultimi quindici anni. Lo si capisce perfettamente prendendo parte alla manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil al centro sociale Samantha Della Porta di Avellino. La faccia dei lavoratori, di quelli che un lavoro ancora ce l’hanno, è scura. Tante aziende in Irpinia hanno alzato bandiera bianca. Hanno chiuso o stanno per chiudere. Il numero dei cassaintegrati sta aumentando in maniera vertiginosa. Una crisi che si innesta su un tessuto che aveva già grandi cifre di precari e disoccupati con tanti giovani di alta scolarizzazione costretti a lasciare la provincia di Avellino. Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil, più che festeggiare oggi hanno presentato una piattaforma sulla quale impegnare seriamente tutte le forze politiche che a breve si scontreranno in campagna elettorale. Il sindacato chiede impegni concreti per tentare di superare questo gravissimo momento. E’ il tempo dei fatti perché la parole mai come in questo momento sono davvero inutili.
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