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Venerdì, 3 Settembre 2010
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AVELLINO. Giornata dell’economia: poche luci, molte ombre.
Crolla l’export e si contrae il commercio con l’estero;i settori delle moda e quello metalmeccanico sono in affanno e, quindi, c’è un vertiginoso ricorso alla cassa integrazione; aumentano i disoccupati;si alza il numero di aziende che cessano l’attività; in particolare soffre il settore artigiano; gli istituti bancari stanno attuando una stretta creditizia nei confronti delle imprese. Questa diagnosi impietosa e preoccupante riguarda le attività produttive in Irpinia. Il quadro è stato fornito dal presidente della camera di commercio di Avellino, Costantino Capone, nel corso della settima giornata dell’economia. Un quadro preoccupante soprattutto per il settore produttivo ma il presidente dell’unione industriali, Silvio Sarno invita a guardare al bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Gli imprenditori, quindi, sono pronti a scommettere sulla ripresa che, probabilmente, dovrebbe arrivare soprattutto grazie alla locomotiva Fiat ma, al di là, della congiuntura sfavorevole anche il presidente dell’ente camerale, invita a pensare a questa crisi come ad un’opportunità per cambiare dall’interno il sistema Irpinia.
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