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Domenica, 14 Marzo 2010
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AVELLINO. Si è insediato il consiglio provinciale.
Nessuna falsa partenza. Si è insediato, ufficialmente il consiglio provinciale di Avellino a quasi un anno dal suo scioglimento. Ma la geografia politica a palazzo Caracciolo è, completamente, cambiata. Per la prima volta l’Irpinia ha un presidente ed una giunta di centro destra ed il centro sinistra è nettamente in minoranza. Il primo consiglio provinciale si è svolto mentre la città di Avellino era, praticamente, flagellata da un temporale quasi autunnale. Ma all’interno dell’aula consiliare il caldo era soffocante. Come al solito, la prima seduta dell’assemblea ha richiamato la folla delle grandi occasioni. Parenti ed amici di consiglieri ed assessori, ma anche dirigenti di partito si sono riversati nello spazio dedicato al pubblico. L’attesa dura pochissimo. Il consiglio era fissato per le 16,00 e qualche minuto dopo il presidente Cosimo Sibilia entra in aula. Toccherà a lui dirigere i lavori sino all’elezione del presidente del consiglio. Quasi subito è seguito dai componenti della sua giunta. Dieci nomi e tra di loro una sola donna. Si tratta di Antonia Ruggiero. L’altro tocca rosa dell’aula è riservato all’ex presidente della provincia, l’onorevole Alberta De Simone che dall’opposizione guiderà il gruppo del partito democratico. L’altra opposizione, invece, è composta da Amalio Santoro e Giuseppe Moricola del centro sinistra alternativo. Visi più sorridenti tra i banchi della maggioranza ma anche qui si registra la polemica uscita dall’aula di Pio Gagliardi di Merito e Libertà. La formazione che è una costola del centro destra non ha avuto alcun assessorato e Gagliardi, uno consigliere eletto, non prende parte alla votazione del presidente e del vice presidente dell’assemblea. Ma prima di giungere a questo punto c’è da ratificare gli eletti e capire se ci sono incompatibilità. Giovanni Romano dell’Udc è l’unico che si trova in queste condizioni perché è presidente dell’Iacp ma nel corso della seduta ribadisce di voler svolgere le funzioni di consigliere provinciale e, quindi, lascia la guida dell’istituto autonomo case popolari che ora attende un sostituto. Svolta questa mansione, il presidente Cosimo Sibilia, indossa la fascia e giura. E’ visibilmente emozionato , come lo sono la maggior parte dei consiglieri e degli assessori alla loro prima esperienza. Uno scrosciante applauso rompe la tensione e si passa agli altri punti all’ordine del giorno. Presidente dell’assemblea viene eletto, come era nelle previsioni, Vincenzo Alaia dell’alleanza di centro. So vice, invece, Fernando Romano del partito democratico. Come era stato stabilito, i punti programmatici verranno illustrati nel prossimo consiglio provinciale. Da questo momento in poi, il presidente Sibilia, che è anche senatore, e la sua squadra avranno il compito di governare. Il consiglio di approvare o bocciare le proposte di governo, la minoranza soprattutto quello di controllare e proporre. Il presidente Sibilia, nella scelta dei suoi assessori, si è dimostrato abbastanza autonomo rispetto alle imposizioni dei partiti e soprattutto attento ai territori. Insomma sembra uno scatto in avanti rispetto alla politica paludosa del passato. Ora, però, è atteso davvero alla prova dei fatti.
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