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Giovedì, 18 Marzo 2010
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ITALIA. Tutti a caccia del sei al superenalotto.
82 milioni di euro tondi, tondi. Tanto vale il sei al superenalotto in palio con il concorso di questa sera. Si tratta del montepremi, al momento, più alto al mondo ed è inutile dire che gli italiani e non solo, sognano di centrarlo. Quando l’estrazione dei sei numeri fatidici ritarda, come sta succedendo in questo caso, si impennano le giocate. A scommettere non sono solo i giocatori tradizionali, quelli che per tre volte la settimana, tentano la sorte, a volte anche con complicati sistemi, ma anche persone che con il gioco e le scommesse non hanno niente a che fare. Del resto giocare è semplicissimo e costa poco. Si parte da un euro e si può cominciare a sognare. Il vecchio detto che recita, sognare non costa niente, in questo caso dovrebbe essere aggiornato con sognare costa almeno un euro. Comunque è quasi una costante che in questo gioco, quando si arriva a vette tanto elevate, a vincere sono le giocate da pochi euro o, quei sistemi, sempre da pochi euro, comprati da tante persone. Qualche anno fa, ad esempio, la dea bendata baciò l’Irpinia e venne centrato un sei arcimilionario ad Ospedaletto d’Alpinolo, piccolo comune che si trova alle pendici del santuario di Montevergine. Ebbene in quella occasione quando in palio c’erano più di sessanta milioni di euro fu proprio un sistema comprato da una cinquantina di persone a vincere e la cifra fu divisa equamente tra tutti i partecipanti. In occasioni del genere la vincita diventa più umana, più sopportabile, perché, viceversa, trovarsi dalla sera alla mattina con una schedina che può valere 82 milioni di euro che sono più di 160 miliardi di lire, può davvero essere destabilizzante dal punto di vista psicologico. Ma ricordiamo che si vince ed anche tanto anche con i cinque, purtroppo molto meno con i quattro e con i tre. Forse quando ai arriva ad un jackpot tanto alto sarebbe giusto dare qualche euro in più a queste vincite di seconda e terza fascia. Ma chi gioca non pensa al cinque, al quattro o al tre ma al bottino grosso e, quindi, non resta altro da fare che augurare un bocca al lupo a tutti.
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