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BENEVENTO. DROGA: PROFESSIONISTI CLIENTI DI BANDA GUIDATA DA DONNA
, Mercoledì 1 Luglio 2009 - 16:34.
Il mercato, selezionato, era rappresentato soprattutto da professionisti ma anche da qualche finanziere, poi sospeso dal servizio. A gestire il traffico di sostanze stupefacenti in Italia e all'estero una decina di persone costituita soprattutto da donne, una delle quali era il capo dell'organizzazione. E' quanto hanno scoperto gli uomini della Squadra Mobile di Benevento, coordinati dalla locale Procura, al termine dell'operazione, denominata 'Bad Girls'. Come emerso dalle intercettazioni, la banda stava ora trattando l'acquisto in Marocco di cento chilogrammi di hashish da rivendere nel Sannio e in Inghilterra. L'indagine ha messo in evidenza la posizione di preminenza avuta da alcune donne e l'attività criminale promossa, secondo l'accusa, dal nucleo familiare di Anna Zullo, dai suoi fratelli, dal suo cugino Antonio e dall'amica Sonia Guerra. Questa mattina, all'alba, la polizia ha quindi arrestato nove persone (otto in carcere, una ai domiciliari) per spaccio di cocaina e hashish, attività posta in essere ad Apice, San Giorgio del Sannio e nel capoluogo sannita per la detenzione a fini di spaccio di marijuana e hashish. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip presso il Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica. In manette sono finiti Anna Zullo (28 anni), Giuseppe Zullo (23), Sonia Guerra (29), Antonio Zullo (22), Maria Grazia Paola Zullo (27), Claudio Frusciante (42), tutti di Apice; Vincenzo Cervone (43) di San Giorgio del Sannio, e Francesco Saverio Terlizzi (31), di Benevento. Agli arresti domiciliari è invece finito Nabil Seghir (26), marocchino residente ad Apice. I particolari dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, convocata in questura, cui hanno preso parte il procuratore della Repubblica, Giuseppe Maddalena ed il dirigente della squadra Mobile, Giuseppe Moschella. "L'attività investigativa - ha detto il procuratore Maddalena - si è avvalsa di intercettazioni sia telefoniche che ambientali, di perquisizioni e sequestri e nell'escussione degli acquirenti, per lo più professionisti insospettabili, della sostanza stupefacente". Un'indagine complessa e che ha svelato, alla fine, la fitta rete che era stata organizzata per lo spaccio degli stupefacenti.

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