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Martedì, 9 Febbraio 2010
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AVELLINO. Franco Vittoria si dimette da segretario del pd e lascia la direzione provinciale.
“ Mi dimetto e torno a fare il semplice militante. Non chiedo niente e non voglio incarichi ma denuncio che il partito è finito nelle sabbie mobili. Cercavate un capro espiatorio e lo avete trovato. Forse pago per aver difeso sino alla fine la candidatura di Alberta De Simone a presidente della provincia di Avellino”. Sono le parole pronunciate da Franco Vittoria alla direzione provinciale del partito democratico irpino, convocato questa mattina a via Tagliamento. Appena rassegnate le dimissioni Vittoria ha abbandonato i lavori della direzione ed è andato via, denunciando di essere stato oggetto di un processo sommario. Un drammatico e polemico passo di addio per il segretario provinciale del pd che è rimasto alla guida di via Tagliamento, poco più di anno. Le mai sopite polemiche interne, le divisioni tra l’anima ex margherita ed ex diesse, la sconfitta elettorale alla provincia di Avellino, e, per ultimo, la vicenda dell’Asi sono state fatali a Franco Vittoria. Il segretario aveva tentato di restare al timone del partito visto che a settembre ci sarà il congresso, convocando la direzione provinciale sabato scorso. Ma la maggior parte dei dirigenti avevano giudicato insufficienti quella riunione e lo avevano pressato per convocarne un’altra anche alla luce della vicenda Asi che ha visto l’ingresso nel consiglio di amministrazione di quattro sindaci del pd. Vittoria aveva dichiarato che in questo modo si erano messi fuori dal partito visto che l’Asi è presieduto dal demitiano Pietro Foglia ma questa decisione non era stata accettata da una parte del pd. Da quel momento in poi è iniziata la resa dei conti che si è conclusa questa mattina. Vittoria lascia ed ora sino al congresso il pd sarà guidato da una figura istituzionale come il senatore Enzo De Luca che sarà affiancato da due esponenti rispettivamente della mozione Franceschini e di quella Bersani. Sarà così sino a settembre poi dovranno essere i cittadini a decidere. L’addio di Vittoria, anche per l’Irpinia, segna la fine di quel partito liquido che aveva tentato di lanciare Walter Veltroni. Il pd irpino aveva retto a metà all’ondata elettorale berlusconiana che aveva travolto la Campania. Galasso era riuscito a mantenere la guida della città di Avellino ma questo non è stato sufficiente per salvare Vittoria. L’oramai ex segretario ha pianamente ragione quando dice di aver pagato soprattutto per la difesa ad oltranza di Alberta De Simone, forse, se avesse fatto un’altra scelta sarebbe riuscito a portare il partito al congresso di settembre. Resta da capire solo se la reggenza De Luca e poi il congresso sapranno farf cessare i veleni interni ed il clima da congiura che da troppo tempo aleggia sua via Tagliamento.
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