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Lunedì, 6 Settembre 2010
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AVELLINO. Il capoluogo irpino ricorda il capitano di vascello Stanislao Esposito.
L’incrociatore Trento, dopo essere stato colpito più volte dai siluri inglesi, affondò al largo di Taranto nella notte del 14 giugno del 1942. Il suo comandante, il capitano di vascello Stanislao Esposito, fedele alla tradizione della regia marina italiana, decise di restare sulla tolda della nave mentre affondava. Un gesto non solo eroico ma ricco di onore che fu rispettato anche dai nemici. Un gesto che è scritto negli annali della marina militare italiana. E non và dimenticato che, oltre al capitano Esposito, in quella battaglia morì gran parte dell’equipaggio dell’incrociatore. A cento anni dalla sua nascita. Avellino ricorda questo eroe in una due giorni di studio, ricca di significato. E’ stata un’iniziativa voluta dalla sezione di Avellino dell’associazione nazionale marinai di Italia, presieduta da Gerardo Saporito. Nel corso di un convegno che si è svolto nella chiesa del Carmine la figura del capitano Esposito è stata ricordata alla presenza del figlio Vincendo che con orgoglio porta sul petto le medaglia conquistate dal papà. Si tratta certamente di riannodare i fili che ha la città ha con la sua storia. Non a caso al convegno hanno preso parte tantissimi studenti che, grazie ad una monografia, redatta da Andrea Massaro potranno conoscere la storia di un loro eroico concittadino. Un persona da additare ad esempio, come ha tenuto a sottolineare il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso.
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