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Venerdì, 3 Settembre 2010
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AVELLINO. Cinquemila persone in piazza per chiedere lavoro e sviluppo.
Da piazza Verdi ad Avellino prende il via un periodo di mobilitazione forte che culminerà in uno sciopero generale regionale. Erano più di cinquemila le persone che hanno aderito alla manifestazione, organizzata unitariamente da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Una risposta forte a chi, nei giorni scorsi, aveva parlato di una disgregazione del fronte sindacale. Non ci sono divisioni e non potrebbero esserci in uno dei periodi più neri per l’economia irpina. Sono più di 80mila gli iscritti alle liste di collocamento, settemila i cassaintegrati, altrettanti i giovani laureati e diplomati che hanno lasciato la provincia di Avellino. E quando il lavoro c’è , si rischia la vita, come è avvenuto proprio ieri in un cantiere della città dove un operaio è precipitato da un’altezza di otto metri ed ora rischia la vita in un letto d’ospedale. Insomma, davvero nessuno può permettersi il lusso di dividersi perché il lavoro ha bisogno di essere davvero tutelato. Lo hanno chiesto a gran voce, questa mattina, i cinquemila che hanno sfidato il freddo gelido per chiedere un cambio di marcia concreto alla politica regionale e a quella nazionale. Alla manifestazione ha aderito anche il cosniglio comunale di Avellino, con il presidente Gengaro e con il sindaco Galasso a fianco dei lavoratori e dei sindacalisti. Anche il senatore Enzo De Luca era in piazza Verdi con tanti altri esponenti politici. Un segnale che stiamo arrivando al limite massimo e che il futuro si prospetta più nero del presente. La manifestazione di questa mattina, quindi, è solo l’inizio per porre sul tavolo delle trattative, un tutte le sede, un’idea di sviluppo che deve per forza essere diversa. La politica, di tutti gli schieramenti non può fare altro che tenere conto di questo grido di dolore che arriva da Avellino ma coinvolge tutta la Campania.
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