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Venerdì, 3 Settembre 2010
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ITALIA.Nostalgia della befana.
Per chi è stato bambino sino alla fine degli settanta del secolo scorso, quella di oggi, sei di gennaio era una giornata da vivere con il cuore in gola. Una giornata che cominciava dalla sera prima quando si faceva di tutto per restare svegli e capire, effettivamente, se la befana esisteva o meno. I tentativi erano diversi ma alla fine si dimostravano sempre vani perché alla fine il sonno piombava all’improvviso e non permetteva di svelare l’arcano. Appena aperti gli occhi, ai piedi del letto o vicino al camino, si trovano le tante attese calze. Calze normali, piene di dolciumi e leccornie, ma anche calze più grandi dove era stato messo il giocattolo tanto atteso. Ed anche i giocattoli di allora rispetto a quelli oggi fanno sorridere. Si aspettava una pista di macchinine o un trenino, una pistola con il cinturone, un pallone di cuoio, diverso dal solito supersantos, e per la bambine qualche bambola, con i relativi accessori, piccole cucine o apparecchi per giocare alla parrucchiera ed altre cose del genere. Era una giornata davvero molto speciale da vivere dall’inizio alla fine anche perché il giorno seguente si sarebbe tornati a scuola e sembrava non ci fosse tempo per godersi gli agognati giochi. Senza contare che c’era anche il rischio, piuttosto concreto, di trovare la calza piena di cenere e carbone, se davvero qualcuno non si fosse comportato bene durante l’anno. Insomma, la befana, era attesa sì ma anche temuta e non poco. A raccontarli adesso quei giorni viene veramente da sorridere. La vecchina, infatti, è stata quasi completamente scalzata dall’arrivo di Babbo Natale e del suo mondo alla coca cola. Resiste è vero ma ogni anno lasciare un po’ di spazio al pancione barbuto vestito di bianco e rosso. Nonostante questa impari offensiva, stamattina in molti hanno fatto trovare una calza ai piedi del letto dei propri bambini o appesa al camino.
Forse non ci sarà più l’attesa di una volta anche perché i regali di Natale hanno praticamente dissanguato i genitori ma comunque fa bene al cuore sapere che oggi tanti piccoli chiederanno ai loro genitori chi ha lasciato quella calza e perché lo ha fatto? Chi è la befana e perché gira di notte su una scopa. Ed i genitori dovranno raccontare e raccontando, torneranno alla loro infanzia e allo stesso tempo stabiliranno un legame forte con i propri figli che a loro volta lo trasmetteranno ai loro bambini. Questo si chiama cultura e tradizione e, difficilmente, le armate di Babbo Natale potranno vincere questi due piccoli eserciti. Le Ultime Notizie in Società |