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Venerdì, 3 Settembre 2010
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AVELLINO. Sciopero della Fma e presidio davanti a palazzo Caracciolo tra le polemiche.
Mentre continua il braccio di ferro tra governo e Fiat con il colosso dell’auto che sembra voler rinunciare agli incentivi auto per avere completamente la mani libere circa gli stabilimenti italiani, il clima ad Avellino, con il passare dei giorni, rischia di diventare sempre più avvelenato. La Fma di Pratola Serra è il motore del comparto industriale irpino. Un suo ridimensionamento significherebbe andare incontro ad una catastrofe. Per questi motivi, nei mesi scorsi, istituzioni locali, sindacato e confindustria, hanno cercato di fare blocco unico per capire i progetti di Fiat per la Fma e per l’intera Campania. Anche all’Iribus di Flumeri è scattata, infatti, la cassa integrazione senza contare i rischi che corre Pomigliano. Tra le altre cose, appena eletto a presidente della provincia, il senatore Cosimo Sibilia ha istituito un tavolo anticrisi che ha avuto come primo risvolto quello di stanziare la cifra di settecentomila euro per le famiglie di coloro che perdono il lavoro o sono in cassa integrazione. Sono, certamente, pochi ma sono qualcosa. Ora, però, la validità del tavolo viene messa in discussione. Una parte del sindacato, quello della categoria metalmeccanica, lo ha sconfessato. Così ha fatto anche l’ex presidente della provincia di Avellino, Alberta De Simone e per ultimo il presidente di confindustria, Silvio Sarno. I motivi di questa sconfessione sono diversi ma il rischio che il tavolo diventi un tavolino, come ci ha detto, questa mattina il segretario della Fim Cisl, sono davvero altri. Tutte queste contraddizioni sono state palesi questa mattina davanti a palazzo Caracciolo dove, con un presidio hanno manifestato gli operai della Fma che oggi hanno incrociato le braccia. La manifestazione nazionale di sciopero era stata fissata mercoledì scorso ma le tute blu irpine erano in cassa integrazione e, quindi, sono scese in piazza questa mattina, altrimenti,lo sciopero non avrebbe avuto alcuna ripercussione sull’azienda. Il presidio è stato effettuato davanti palazzo Caracciolo in quanto si chiede a Sibilia, praticamente, di convocare i vertici Fiat per chiarire qual è la loro effettiva posizione nei confronti degli stabilimenti irpini. Il presidente questa mattina era impegnato per precedenti appuntamenti istituzionali. La sua, come ci ha detto il portavoce, non è un tirarsi fuori in quanto la vicenda Fiat è il primo punto nella sua agenda. Ma ancora una volta lui, come del resto, hanno fatto i tre segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, chiede che non si frantumi il fronte che sino ad ora è stato messo in campo. Insomma questa è una vertenza epocale per la provincia di Avellino ed andare divisi può significare solo dare punti agli avversari. C’è da dire, infine, che i rapporti tra palazzo Caracciolo e l’Unione degli industriali, in questi ultimi temi sono troppo tesi. La scelta dell’amministrazione Sibilia di affidare il ciclo dei rifiuti ad una società pubblica potrebbe essere uno dei tanti motivi ma neanche a Silvio Sarno può sfuggire che un disimpegno di fiat sarebbe un motivo di crisi per tanti suoi associati che lavorano nell’indotto. Si dovrebbe tornare al più presto alla ragione ma con la campagna elettorale alle porte, sembra davvero molto difficile, Staremo a vedere. Intanto la giornata è stata molto fredda ma gli animi erano caldissimi. Bisogna ricordare che i lavoratori della Fma sono in cassa integrazione da diciotto mesi. Nelle loro famiglie diventa difficile anche mettere insieme il pranzo con la cena. Oggi hanno scioperato e questo, per chi non lo sapesse, vuol dire che dallo stipendi del prossimo mese dovranno detrarre l’intera giornata lavorativa e la busta paga sarà ancora più leggera. Nonostante questo il rischio di una spaccatura nel fronte sindacale e politico è molto grande.
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