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Mercoledì, 17 Marzo 2010
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CAMPANIA.Il colpo di coda di Antonio Bassolino,
Antonio Bassolino, in queste sue ultime uscite pubbliche da governatore della Campania, và ascoltato con molta attenzione. Abbiamo l’impressione che in questi ultimi dieci anni abbiamo vissuto in due regioni differenti. Quando racconta le cose realizzate dalle sue numerose giunte sembra quasi di trovarci in Baviera o in qualche cantone svizzero. Sembra che la criminalità organizzata non abbia mai insanguinato le strade del casertano e del napoletano, che il nostro sistema sanitario possa benissimo concorrere con quello scandinavo, che i nostri giovani non siano stati costretti ad emigrare in maniera massiccia, che la connessione politica e affari sia stata stroncata, che in consiglio regionale e nelle varie partecipate di palazzo Santa Lucia non si siano consumati scandali su scandali, che il bilancio regionale sia florido e non ci sia un buco nella sanità di centinaia di milioni di euro ed ancora che le centinaia e centinaia di nomine effettuate negli ultimi siano state tutte all’insegna della competenza. Senza contare la vergognosa vicenda dell’emergenza rifiuti che lo ha visto commissario straordinario per diversi anni. E ricordiamo che commissario straordinario vuol dire avere pieni poteri. E’ bello ascoltare il governatore perché mai, come in queste ultime settimane, sta disegnando un modello di regione che non è riuscito a realizzare. E, quindi, giustamente continua ad opporsi alla candidatura di Enzo De Luca a presidente della regione per il centro sinistra. Probabilmente i quasi 17 anni di governo di Bassolino nella nostra regione devono essere analizzati a bocce ferme e non più ora alla luce della politica ma della vicenda storica del periodo che parte da Tangentopoli ed arriva agli anni dieci del terzo millennio. Ma la sua tenace opposizione a De Luca sembra essere solo un metodo per conservare una fetta di influenza sulle future scelte della giunta se dovesse vincere il centro sinistra. Sembra esserci solo questo e niente altro dietro ad una testarda opposizione al sindaco di Salerno. Non c’è un nuovo modello politico di alleanza nel centro sinistra né tanto meno un modello di gestione della cosa pubblica efficiente ed efficace. Per qualsiasi politico è difficile affrontare il momento del tramonto. Pensavamo che il governatore si fosse già abituato a queste idea visto che la sua fase calante è stata lunga almeno cinque anni. Ma così non è. E continua a predicare che De Luca non è l’uomo giusto. In realtà la persona giusta a prendere il suo posto è solo una, ossia, lo stesso Antonio Bassolino e, probabilmente, si starà pentendo amaramente di aver dichiarato continuamente che lui non si sarebbe candidato per un terzo mandato. “ Dopo di me il diluvio, diceva Luigi decimo quarto, il re Sole. Una frase che, probabilmente, calza a pennello anche per il governatore solo che in Campania in questi sedici anni e mezzo non c’è stato mai sole. E quella famosa nottata di Eduardo deve ancora passare.
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