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BENEVENTO. De Ianni e Ulano restano sulla gru a contiunare la loro protesta
, Mercoledì 16 Ottobre 2013 - 12:21.
La protesta continua. Antonio De Ianni e Vincenzo Ulano hanno passato la notte sulla gru che sovrasta il cantiere del museo in piazza Duomo, Ed oggi sono ancora lì , con la pioggia che li sferza. Non hanno intenzione di scendere, al momento, ogni trattativa è, completamente, inutile. Vogliono almeno ottenere le due mensilità arretrate per il lavoro svolto con un progetto della regione Campania. Ma soprattutto vogliono attirare l’attenzione si una situazione assurda che riguarda non solo loro ma tutti i dipendenti degli ex consorzi rifiuti di Benevento. Gli operai sanniti sono gli unici in Campania a non essere stati assorbiti dalle varie società che hanno preso in gestione il settore quando si è passati alla provincializzazione, Una vera e propria ingiustizia che nessuno ha saputo sanare ed ora sono 38 mesi che queste persone sono senza lavoro, senza stipendio e senza uno straccio di ammortizzatore sociale. Per cercare un rimedio, in attesa della nuova normativa regionale del settore, è stato varato un progetto per l’implementazione della raccolta differenziata in quei comuni che avevano delle carenze. Gli operai sono stati felici di tornare al lavoro anche se per pochi mesi ma ancora non hanno ricevuto gli ultimi due stipendi. Un ritardo da ascrivere solo alla maledette burocrazia che non riesce a capire quanto possano essere importanti quei pochi soldi per tante famiglie. Una vera assurdità che si somma a tutte le altre di questa vicenda. E così De Ianni e Ulano hanno dato fondo a tutto il loro coraggio ed ora si trovano sospesi. Il sindaco Pepe sta movendo mari e monti in regione per poter ottenere almeno il pagamento degli stipendi ma le ore continuano a passare senza che arrivi qualche novità. Un muro di gomma ha portato queste persone alla disperazione, I loro diritti sono stati calpestati nella più totale indifferenza e, a loro, non è rimasto altro da fare che arrampicarsi su una gru, mettere a rischio la propria vita per ricordare e tutti che sono vivi e che vogliono vivere. E’ una vicenda vergognosa e ci può solo augurare che finisca nel migliore dei modi, altrimenti, in tanto l’avranno sulla coscienza.

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