Safer Internet Day, mettiamo in guardia i ragazzi dai pericoli del web

Oggi in tutto il mondo si celebra il Safer Internet Day 2017, e in Italia l’attenzione è concentrata soprattutto sul cyberbullismo. Due dati su tutti: l’11% dei giovani approva gli insulti sui social, il 13% dichiara di aver insultato un personaggio famoso on line. Un esempio di come proprio attraverso i ragazzi sia necessario far passare una maggiore consapevolezza dei social media e più in generale di internet. Per questo il ministero della Pubblica Istruzione, per il 2016-2017, ha stanziato due milioni di euro in formazione. Sono stati interessati 200 mila tra studentesse e studenti e 20 mila docenti.
Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione: “Occorre capire che il problema c’è – quindi va affrontato – e comprendere anche che questo non può essere risolto solo con l’impegno della scuola. La scuola deve fare la propria parte e la sta facendo, ma non da sola. L’educazione dei figli non è una semplice nozione da imparare a memoria. Quindi occorre tornare ad avere quell’alleanza educativa tra scuola e famiglia, tra insegnanti e genitori”. I ragazzi hanno una confidenza massima con i social. Quasi l’81% usa Whatsapp per scambiarsi messaggi, il 77% usa Facebook, e il 62% Instagram. Ma non di rado l’utilizzo è quasi patologico, infatti il 40% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni dichiara di trascorrere on line più di 5 ore. La tutela dei dati è fondamentale. Raffaella Milano, direttrice Programmi Italia di Save the Children: “C’è anche la regolamentazione. Noi, a breve, in Italia, dovremmo introdurre tra le nostre regole quelle che riguardano la privacy e l’utilizzo dei dati raccolti on line, che sono state definite a livello europeo. Sarà molto importante focalizzare in particolare queste regole per quanto riguarda l’utilizzo dei dati che provengono dai minori, cioè dai ragazzi e ragazze che usano la rete, che condividono informazioni sulla rete. Dobbiamo capre quale uso viene fatto di questa grandissima mole di dati che si ritrova alla fine raggiunta tramite la rete internet”. Snodo fondamentale sono i controlli. A farli è la polizia postale. In questi giorni è partita la campagna di sensibilizzazione “Una vita da social” che toccherà 45 città. Nel corso delle precedenti edizioni sono stati incontrati un milione di studenti. Daniele Tissone, segretario del sindacato di polizia Silp Cgil: “Le vittime, i figli, non dialogano spesso con i propri genitori. I genitori sono spesso gli ultimi a sapere di questo disagio. Se non vogliamo sempre piangere i ragazzi che si uccidono, è importante una campagna di sensibilizzazione. E “Una vita da social” è la più importante campagna al mondo e nasce purtroppo di alcuni adolescenti. Si tratta di vite che vanno assolutamente salvate. Con i minori è importante parlare di questo, prevenendo perché l’intervento a posteriori non servirebbe più ed è sicuramente troppo tardi”.

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