San Martino Valle Caudina. Un Pip mai realizzato puo’ portare al dissesto del comune.

Un Pip mai realizzato può portare al dissesto finanziario il comune di San Martino Valle Caudina. Sono giorni di passione per il sindaco Pasquale Pisano e la sua giunta. A due anni, dal loro insediamento, esplode la questione riguardante il secondo lotto di piano di insediamento produttivo, ereditato dalla passata amministrazione. Per il pip c’era stata l’ammissione ad un finanziamento di cinque milioni di euro, ma il cantiere doveva essere chiuso il 31 dicembre del 2015, mentre, invece, i lavori sono iniziati solo nel 2016, fuori tempo massimo. I soldi,quindi, sono andati tutti persi. Addio al finanziamento, mentre restano le spese sostenute e che ora devono essere onorate. Sono stati, infatti, effettuati gli espropri dei terreni ed è partita la prima tranche dei lavori. Già lunedì 21 maggio, nella riunione di giunta,sindaco ed assessori dovranno costituire il comune di San Martino Valle Caudina davanti al Tar di Salerno. Al tribunale amministrativo regionale, infatti, si sono rivolti tre proprietari di terreni che hanno subito l’esproprio ma non sono stati mai indennizzati. La cifra richiesta è davvero ingente, ma bisogna tenere presente un fatto ancora più grave. Si tratta solo dei primi tre proprietari, in tutto sono 42. La giunta Pisano ha iniziato a stilare un elenco di tutti coloro che hanno diritto all’indennizzo ma, intanto, sono partiti i primi ricorsi al Tar e si potrebbe avere un effetto a cascata, ossia, anche tutti gli altri proprietari potrebbero adire alle carte bollate. E, sembra molto difficile, che i tribunali possano dare loro torto. Naturalmente, le casse comunali non hanno risorse tali da poter pagare gli espropri e farlo contemporaneamente. Altra tegola è rappresentata dalla ditta che si è aggiudicata i lavori. E’ stata portata a termine solo la prima tranche, per un valore di circa 350 mila euro e, a questi bisogna aggiungere il progetto esecutivo per altri 60 mila euro. Anche l’azienda non è stata mai pagata e, come se non bastasse, per poter portare a termini i lavori ha acquistato dei macchinari. Ed, infatti, si è rivolta al tribunale chiedendo un indennizzo pari ad un milione ed ottocentomila euro. La stessa maggioranza, in un manifesto ha ammesso che una cifra del genere manderebbe il comune in fallimento. Una prima udienza ci sarà nel mese di Settembre. Insomma, una vera e propria miscela esplosiva, un’eredità per nulla piacevole a cui dover fare fronte. Per evitare il default si stanno studiando mille rimedi, come, ad esempio, chiedere un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti, ma davvero la situazione sembra molto, ma molto difficile da risolvere.” Questa, ci ha detto il sindaco Pisano, è la situazione che Ricci e Sorrentino hanno consegnato ai sammartinesi nei loro dieci anni di amministrazione. La nostra volontà è arrivare ad una definizione complessiva della vicenda, chiedendo la collaborazione e la disponibilità dei nostri concittadini che hanno subito questi torti per evitare la dichiarazione di disastro dell’ente”.

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