A Domicella individuati 15 lavoratori in nero di cui 9 privi del permesso di soggiorno.

Continua senza sosta l’attività per la repressione del fenomeno del sommerso da lavoro da parte della Guardia di Finanza di Avellino congiuntamente alla locale Direzione Territoriale del Lavoro. Dopo i controlli dei giorni scorsi che avevano portato, in due distinti interventi, alla scoperta di ben 42 lavoratori completamente in nero, questa volta, all’esito di un’attività effettuata nei confronti di una ditta individuale impegnata nella lavorazione di tessuti con sede operativa in Domicella, sono stati individuati ulteriori 15 lavoratori che prestavano la loro attività in spregio alla normativa in materia di lavoro. All’atto dell’accesso, subito si è appalesato uno scenario operativamente complesso e solo
la prontezza delle Fiamme Gialle della Tenenza di Baiano e degli Ispettori del lavoro ha impedito ai soggetti, intenti al lavoro, di darsi a precipotosa fuga. Infatti, sono stati identificati 20 lavoratori di cui ben 15 completamente in nero, tutti di origine extracomunitaria. I primi accertamenti hanno consentito di appurare che di questi ultimi, 12 risultavano privi di permesso di soggiorno e, pertanto, al fine di verificare la regolarità della loro posizione nel territorio nazionale, sono stati sottoposti a fermo per identificazione e rilievi fotodattiloscopici. Al termine delle suddette operazioni, relativamente ai soggetti stranieri: 6 sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per violazione agli artt. 6 – comma 3 e 10 bis del Dlgs 28611998, per non aver ottemperato all’ordine di esibizione del
permesso di soggiorno o di altro documento attestante la regolare presenza nel territorio dello Stato ovvero per aver fatto ingresso e di essersi trattenuti nel territorio dello Stato, in violazione alle disposizioni del citato testo unico; sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per violazione agli artt. 6 – comma 3 e 14 del Dlgs 286/1998, per non aver ottemperato, all’ordine di esibizione del
passaporto o di altro documento di identificazione ovvero essersi trattenuti illegalmente nel territorio nazionale nonostante un precedente ordine di espulsione. Tre sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per violazione all’art. 6 – comma 3 del Dlgs 286/1998, per non aver ottemperato all’ordine di esibizione del passaporto o di altro documento di identificazione (a seguito della comparazione sono risultati aver in corso richiesta di permesso di soggiorno presso la Questura di Napoli). Alla titolare della ditta individuale, oltre alla denuncia all’A.G. per violazione all’art. 22 – commi 12 e 12 bis – del Dlgs 286/1998, per aver occupato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, sono state contestate n° 15 maxi-sanzioni secondo la procedura in vigore successivamente al 24 settembre 2015 (misure adottate dal Jobs Act che ha modificato la normativa sanzionatoria) per una pena pecuniaria che va da un minimo di €22.500 ad un massimo di €135.000 (essendo previsto per ogni lavoratore in nero una sanzione che va da un minimo di €1.500 ad un massimo di €9.000).
Notificato, altresì, il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale ai sensi
dell’art.14, comma 1, Dlgs 8112008 e successive modificazioni. Quest’ultimo risultato, unitamente ai precedenti, certifica l’azione del Corpo a tutela dei lavoratori e degli interessi erariali del Paese, nel rispetto della normativa in materia di lavoro e con la finalità di porre le basi per garantire adeguati standard di competitività che consentano agli operatori economici di confrontarsi tra loro in un mercato equo e paritetico.

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