A Filippo Liverini Delega Regionale al Credito.

Ieri è stata affidata a Filippo Liverini la delega regionale al credito nel corso del Consiglio di Presidenza di Confindustria Campania che ha altresì riconfermato, sempre a Benevento, la delega alla semplificazione. Il riconoscimento è il risultato di un impegno costante che il presidente Liverini ha sempre dedicato al comparto creditizio, grazie alla sensibilità acquisita negli anni di esperienza sulla materia, alle capacità maturate nell’ambito del settore e agli ottimi rapporti costruiti con gli Istituti di credito. “Il nostro principale obiettivo – spiega Filippo Liverini – è quello di avvicinare il sistema delle imprese a quello del credito attraverso l’utilizzo di un linguaggio e di un metodo di comunicazione che consenta ai due mondi di comprendersi. Lavoreremo, dunque, per fare in modo che le imprese dialoghino in maniera trasparente e chiara con il sistema bancario. Ci impegneremo affinchè si conoscano ed utilizzino in maniera sempre più copiosa gli strumenti creditizi sostenuti da Confindustria nazionale, come la moratoria del credito, il Fondo di Garanzia, la bussola della qualità (app sperimentale). La delega sul credito mi riempie particolarmente di orgoglio in quanto si tratta di un tema delicato al quale il nostro presidente Vincenzo Boccia ha dedicato la sua più grande attenzione ritenendolo leva strategica di sviluppo per un paese sempre più competitivo. Ringrazio per questa testimonianza di stima il Presidente Costanzo Jannotti Pecci e l’intero Consiglio regionale.
Credo vivamente che le imprese debbano imparare a comunicare meglio le proprie attività alle banche e queste ultime dovranno riuscire a rispondere di più alle esigenze del mondo imprenditoriale. Ritengo sia fondamentale il ruolo di Confindustria quale camera di compensazione tra le due realtà.
L’attuale contesto impone un salto culturale, richiede un nuovo modo di operare. Quasi sempre i bilanci delle piccole e medie imprese sono scarni, privi di dettagli, quasi senz’anima, nel senso che trasmettono poco o nulla dello sforzo strategico, produttivo e commerciale dell’imprenditore. Spesso essi sono costruiti più per indirizzare scelte di natura fiscale che per poter giustificare il credito ricevuto da fornitori e da istituti finanziari. Quindi, uno dei principali impegni che noi imprenditori dobbiamo assumere è quello di una maggiore chiarezza e trasparenza nella predisposizione dei nostri documenti economici, patrimoniali e finanziari. Al contempo, tuttavia, chiederemo agli Istituti di Credito di impegnarsi a tornare dentro le nostre imprese, a parlare con noi imprenditori, a visitare i nostri capannoni, a conoscere i processi produttivi, i nostri prodotti e i nostri dipendenti. È fondamentale che le banche valutino anche gli asset intangibili: i rapporti con i clienti e i fornitori, il nostro management, i brevetti, i marchi, la nostra reputazione, le relazioni con il territorio, le reti commerciali, l’indotto. Sono questi elementi qualitativi che vanno considerati al pari delle voci quantitative del bilancio affinchè si possa realmente crescere in maniera strutturata ”

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