A Vincenzo Coffi conferito da mons.Accrocca il ministero dell’accolitato

La strada da percorrere può sembrare ancora lunga e sicuramente irta di ostali, ma per Vincenzo Cioffi, giovane cervinarese avviato da oltre cinque anni nel percorso clericale, oggi è maturata una tappa fondamentale. Sua Eccellenza mons.Felice Accrocca, arcivescovo metropolita di Benevento, nella cappella del seminario arcivescovile di Benevento, ha conferito al cervinarese Vincenzo Cioffi e a Nazario Francesco Marinacci di San Nicandro Garganico ufficialmente il ministero dell’accolitato. Questo ministero dopo la riforma del 1972 voluta dal Papa Paolo VI attribuisce nuovi compiti fra i quali si ricordano quello di assistere il vescovo, il presbitero o il diacono nella organizzazione dell’altare insieme ai vasi sacri. Viene considerato anche ministro straordinario della Comunione, pertanto, il celebrante può chiamarlo in aiuto per distribuire il corpo consacrato di Cristo all’assemblea ed agli ammalati. Un passo importante per Vincenzo, laico ancora per poco, che lo accetterà con il dovuto senso di responsabilità, e sicuramente, come anche auspicato dall’arcivescovo, a chiare lettere, nella sua omelia: “andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” porterà in se e per gli altri in ogni momento della sua vita. Particolare emozione e partecipazione è stata palpabile durante tutta la cerimonia soprattutto dal suo papà Gigetto e dalla mamma Natalia oltre ai numerosi amici che hanno fatto sentire la personale e viva vicinanza. Chi lo conosce fin da ragazzino sa bene che Vincenzo porterà a termine questo suo percorso di preparazione spirituale e teologica fino alla tappa finale che lo farà giungere all’ordinazione presbiteriale. Sin d’allora farà oltre il possibile, con l’energia dei suoi venticinque anni, per trasformarsi in quel filo conduttore fra Cristo e l’uomo – soprattutto l’uomo giovane, al fine di “convertire” quella distanza che negli ultimi tempi si è creata … rendendosi, purtroppo, abissale. Al fine di offrire così il suo “eterno” mandato come propria e reale presenza salvifica del Signore, sull’orme di Maria, facendo eco alle parole del Santo Padre Francesco: “… di essere pastore col puzzo di pecore, pastore in mezzo al proprio gregge, e pescatore di uomini” .

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