Accusato di aver prelevato attrezzi dalla casa di un amico, reato pescritto.

Era stato accusato di aver prelevato dalla casa di un amico, che lo aveva ospitato la sera prima, alcuni oggetti, tra cui un motosega, un decespugliatore ed una bicicletta, tutti custoditi nella cantina della abitazione. I fatti risalgono al 13 Gennaio 2010 allorquando R.A., trentacinquenne residente a Pratola Serra, si recava in visita da un suo amico, residente a Montefalcione. I due si intrattenevano sino ad ora tarda e all’indomani l’ospitante, nel recarsi al lavoro, si accorgeva che alcuni oggetti erano stati asportati dalla sua cantina. Subito il derubato si recava nella locale Stazione dei Carabinieri e sporgeva querela nei confronti dell’amico, aggiungendo tra l’altro che lo aveva visto, quella mattina stessa, uscire dalla propria cantina a bordo della sua bicicletta. Proprio quest’ultima frase, ribadita anche in udienza dalla persona offesa, ha consentito all’avvocato Rolando Iorio, difensore di fiducia dell’imputato, di sostenere la tesi che il furto, seppure accaduto, si era in realtà consumato di giorno, e non di notte, come contestato nel capo di imputazione. Ciò determinava di conseguenza l’insussistenza dell’aggravante della minorata difesa, contestata nella imputazione, ove si faceva appunto riferimento all’approfittamento da parte dell’autore del furto dell’ora notturna. Caduta l’aggravante, il difensore dell’imputato ha così eccepito l’intervenuta prescrizione del reato contestato al suo assistito il quale, quindi, ha visto terminare il processo senza alcuna sentenza di condanna emessa nei suoi confronti.

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