Accusato di violenza sessuale, dubbi sulla credibilità della persona offesa.

La Quarta Sezione della Corte di Appello di Napoli, presieduta dal Dott. Lanna, dopo una lunga camera di consiglio, nella tarda serata di ieri ha disposto la rinnovazione della istruttoria dibattimentale disponendo la riaudizione della persona offesa, una ragazza di Avellino, oggi maggiorenne, che nel 2013 confidò alla madre di essere stata vittima, quando aveva appena undici anni, di un abuso sessuale da parte di un parente, allora trentenne, M.P., originario di Serino. I fatti risalgono al 2010 allorquando in occasione di un pranzo domenicale tra parenti, avvenuto ad Avellino, il trentenne avrebbe abusato della ragazzina approfittando di un momento in cui gli altri bambini erano usciti dalla stanza ove tutti assieme stavano giocando con la play station. La ragazza non aveva detto nulla a nessuno, confidandosi con la madre soltanto dopo tre anni. In primo grado l’uomo, difeso dall’avvocato Rolando Iorio, era stato condannato dal Tribunale Collegiale di Avellino, Presieduto dal Dott. Luigi Buono, alla pena di anni 2 di reclusione. Al trentenne infatti, su richiesta del difensore, era stata riconosciuta l’ipotesi della minore gravità del fatto, con un notevole abbassamento della pena richiesta dal Pubblico Ministero. La sentenza di primo grado veniva comunque appellata. Nella giornata di ieri, a seguito di una serrata arringa posta in essere dal difensore dell’imputato nonchè dei numerosi dubbi sollevati sulla credibilità stessa della persona offesa, la quale aveva cambiato più volte la sua versione ed aveva avuto, nei confronti del suo presunto violentatore, comportamenti assai ambigui, come quello di fargli da damigella nel corso del matrimonio dell’uomo celebratosi dopo il fatto, la Corte di Appello di Napoli ha deciso di risentire la giovane evidentemente per appurare la sua attendibilità, messa in dubbio dalle plurime argomentazioni difensive. Il processo è stato quindi rinviato al prossimo Aprile.

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