Acli: nuovi tagli del governo ai servizi di assistenza. Ignorata la volontà dei cittadini italiani.

acliMeno di un anno fa, 1.182.413 cittadini dissero No ai tagli previsti al fondo dei Patronati, chiedendo al Governo e al Parlamento di non ridurre i servizi gratuiti a tutela dei loro diritti. Ai 35 milioni di euro di tagli strutturali già stabiliti lo scorso, con la proposta di legge di Stabilità per il 2016 il Governo intende applicare ulteriori tagli, pari a 48 milioni di euro, al Fondo dei Patronati, per un totale annuo di 83 milioni. Le ricadute saranno immediate: meno servizi, più cittadini senza assistenza gratuita e centinaia di operatori che rischiano di perdere il lavoro. Dopo i tagli del 2015 – afferma Mimmo Sarno, Presidente delle ACLI e del Patronato Acli di Avellino – si attendeva la riforma del sistema. Tante sono state le promesse pronunciate in pubblico nei mesi scorsi da parte di esponenti politici e di governo, ma stiamo ancora aspettando provvedimenti concreti che diano stabilità e prospettiva al settore. Le novità del 2016 sono tutt’altro che incoraggianti. I tagli strutturali peseranno sui cittadini e sui servizi ad essi rivolti. Una ulteriore quota dei contributi previdenziali che i lavoratori versano sarà distratta, intascata dallo stato e contrabbandata come un suo “efficientamento”, mentre nella sostanza cambia la finalità del contributo e si dà origine ad una nuova tassa occulta per i lavoratori. Si tratta di scelte ingiustificate ed inaccettabile. Contrariamente a quel che si pensa, così la spesa pubblica sarà destinata ad aumentare. Per questa ragione chiediamo la cancellazione della normativa in esame al Parlamento.
Lo stesso Servizio tecnico di Camera e Senato, nel dossier della Legge di Stabilità, in data 2 novembre, sottolinea come nella discussione parlamentare della norma “andrebbe comunque attentamente ponderata la effettiva praticabilità di ulteriori riduzioni degli stanziamenti alla luce dei ripetuti interventi già operati in precedenza sul medesimo stanziamento”
. Le Acli – conclude Sarno- operano da 70 anni sui territori, favorendo l’accesso gratuito alla tutela previdenziale e socio-assistenziale. Svolgono un servizio ai cittadini e quindi allo Stato stesso. Qualche anno fa, in ambienti Inps, qualcuno affermò che, in assenza dei Patronati, l’Istituto previdenziale avrebbe avuto bisogno di oltre 6.000 sedi in aggiunta a quelle esistenti. L’utilità dei Patronati è testimoniata dagli stessi cittadini, come dimostra la mobilitazione dello scorso anno. Non vorremmo essere costretti a chiudere le sedi ed interrompere il servizio per far valere le nostre ragioni: tuttavia, se non saremo ascoltati, siamo pronti a muoverci in tale direzione”.

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