Aipa: Asl Av non ci ha dato risposte in merito alle cure dei nostri figli.

Dopo aver chiesto da mesi che venisse erogata la dovuta terapia, peraltro prescritta dalla ASL stessa, a 40 dei nostri bambini e ragazzi e dopo aver atteso e sollecitato a tale scopo per giorni un incontro con la Direzione generale dell’ASL Avellino, ieri 23/05 una delegazione di 22 famiglie si è recata all’ASL per essere ricevuta, come da comunicazione. La Dott.ssa Morgante non si è vista e la riunione si è svolta alla presenza della direttrice sanitaria Dott.ssa Vozzella, del direttore Salute Mentale Dott. Acerra, del direttore Neuropsichiatria Infantile Dott. Vittozzi. Credevamo di essere là per avere risposte giacchè le richieste erano chiare e presentate da mesi. Nessuna risposta in merito alle cure dei nostri figli ci è stata data e neanche alcuna rassicurazione che verranno avviate o continuate. Molto genericamente ci è stata comunicata l’intenzione della Direzione di voler avviare un progetto limitato a 30 pazienti adulti e a una non meglio definita integrazione ABA non si sa per quanti bambini. Tutto, comunque, di là da venire. Intanto i bambini restano in attesa anche per anni di cure che invece, secondo la legge, devono essere intensive, precoci e devono durare tutta la vita. Molti genitori hanno avuto il coraggio di mettere a nudo la loro disperazione raccontando ognuno la propria storia, senza ottenere, però, nulla più che una acquisizione delle richieste (sembrava fosse la prima volta che venivano presentate) e una promessa di una risposta, non si se negativa o positiva, non si sa quando. Nessun altro impegno. Nonostante la chiara freddezza di questa Direzione ASL nei confronti di una associazione che si batte da 16 anni per i diritti delle persone con autismo e che finora è stata considerata una risorsa per la stessa ASL, continueremo ad essere disponibili ad ogni dialogo e a collaborare, nell’interesse di tutti. Ci aspettiamo una risposta nel giro di qualche giorno. In ogni caso andremo avanti fino a che non avremo ottenuto che i diritti dei nostri figli vengano rispettati.

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