Airola non è più un’isola felice: i giovani inascoltati, di Vittorio Fucci

La grave escalation di fatti raccapriccianti cominciati da oltre un anno e che ha scosso il divago dei giovani e i meno giovani airolani, in particolare nei fine settimana, è culminata qualche giorno fa con la efferata aggressione , ad opera di qualche forestiero, ai danni di 2 giovani airolani, dei quali uno corre il rischio di perdere un occhio e l’altro ha subìto anche la rottura del setto nasale, si legge in una nota di Vittorio Fucci, Presidente “Progetto Sannio” ed ex Assessore Regionale . Quest’ultima vicenda è la punta dell’iceberg di una grave situazione che stanno vivendo gli airolani, vittime anche di ripetuti e numerosi furti perpetrati nelle abitazioni persino in pieno giorno. Difronte ad un robusto intensificarsi dei fatti criminali, il rimedio non può essere costituito da pannicelli caldi. Occorrono interventi seri di carattere strutturale, anche in considerazione della posizione geografica di Airola, che la vede particolarmente esposta alle incursioni criminali provenienti dal casertano. Tanti i fatti di violenza denunciati da oltre 1 anno a questa parte e diversi sono i fascicoli processuali per reati associativi che raccontano di pericolose incursioni criminali in Valle Caudina e nella stessa Airola ad opera della delinquenza casertana. Gli interventi strutturali a tutela della sicurezza pubblica, richiedono un incremento di unità della Stazione dei Carabinieri, ai quali va rivolto un vivo apprezzamento per l’opera che svolgono, ma che, per essere efficiente, implica necessariamente un implemento del numero dei militi, oggi insufficiente in considerazione della vastità del territorio e della popolazione che ricade nella competenza della Stazione di Airola. Sarà necessario inoltre una presenza costante anche della Polizia di Stato, che non può costituire appannaggio del solo capoluogo di provincia. Il rafforzamento delle forze dell’ordine non potrà essere disgiunto da un controllo costante e capillare di tutto il territorio, dalla periferia al centro, che non può risolversi con un pure utile posto di blocco in Piazza Annunziata o con analoghe estemporanee iniziative. Inoltre va implementato il numero delle telecamere da posizionare in punti cruciali e sensibili della città. Credo, poi, che il Sindaco debba e possa utilizzare i poteri che le nuove norme gli attribuiscono in materia di ordine pubblico e, quindi, di prevenzione e sicurezza. Di questo e di altro non mi pare che sia stato discusso nell’incontro, poco pubblicizzato, tra l’Amministrazione e i giovani avvenuto qualche giorno fa. Un incontro, peraltro che, oltre ad ingenerare il malumore di diversi consiglieri comunali in ordine al metodo e all’incertezza della paternità dell’organizzazione, ha dato ai più la sensazione che i giovani fossero inascoltati, risolvendosi l’incontro stesso in un soliloquio dei giovani che avevano difronte persone ferme nella irreale convinzione che Airola sia un’isola felice e che l’ultima grave vicenda sia un fatto episodico.
A tal punto non c’era colloquio, che, allorquando i giovani, e anche altri meno giovani, testimoniavano la reale grave situazione ripetuta di violenze ed aggressioni, qualcuno, forse uno solo degli ascoltatori, probabilmente un consigliere, reagiva con gesti isterici, perché, mentre viveva il surreale sogno di Airola isola felice, veniva svegliato dal racconto della nuda e cruda realtà rappresentata anche dai giovani.

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