Airola. Secondo tentativo di suicidio nel carcere minorile.

Dopo il 25enne rumeno che la scorsa settimana aveva tentato di impiccarsi, l’altra sera nel carcere minorile di Airola un altro ragazzo ha tentato di impiccarsi, ma è stato salvato dall’intervento degli agenti di custodia. A denunciare l’accaduto, è il Sappe, il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria. Protagonista del gesto un 19enne di Caserta, con precedenti per spaccio e associazione di stampo mafioso. Secondo la ricostruzione offerta da Donato Capece, segretario generale del Sappe, il giovane “ha cercato di impaccarsi con le lenzuola in bagno ma è stato salvato dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari”. “Quello di Airola – spiega poi Capece – è l’ennesimo grave evento critico che avviene in un carcere della Campania. Dovrebbe essere evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie. Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri. Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma il suicidio di un detenuto rappresenta un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti”.

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