Airola. Sequestri preventivi della Ecologia Falzarano e della Izzo Pelli

Nella mattinata odierna il Gruppo della Guardia di Finanza di Benevento e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli hanno dato esecuzione a due sequestri preventivi: uno nei confronti della ‘Ecologia Falzarano’, l’altro a carico della ‘Izzo pelli’. i due provvedimenti sono stati firmati dal gip Flavio Cusani, su richiesta della Procura guidata da Aldo Policastro, sono stati eseguiti dai finanzieri del Gruppo di Benevento e dai carabinieri del Noe di Napoli. I provvedimenti sono stati adottati nell’ambito dello stesso procedimento penale nel quale sono chiamate in causa, a vario titolo, cinque persone: Lorenzo Falzarano e Loredana De Simone, indicati come gli amministratori di fatto della ‘Ecologia Falzarano’, e Vittorio Lana, rappresentante legale, e Carmela Riviezzo, rappresentante legale della ‘Izzo pelli’, Cosimo Izzo, socio di maggioranza, per il quale è stato anche disposta l’interdizione per tre mesi ad esercitare attività imprenditoriali, industriali e uffici direttivi di società e imprese. Il sequestro preventivo dei beni a carico della Ecologia Falzarano e dei suoi amministratori ha un ammontare, per equivalente, fino alla concorrenza di 9 milioni di euro, mentre alla ‘Izzo pelli’ sono stati sequestri gli impianti di depurazione, da adeguare entro novanta giorni. Le indagini, alle quali hanno preso parte i carabinieri ed i finanzieri della Compagnia e della Tenenza di Montesarchio, erano iniziate nell’anno 2017, supportate anche da intercettazioni telefoniche. Nel mirino degli inquirenti la Ecologia Falzarano, che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti in numerosi comuni di Campania, Calabria, Puglia e Basilicata, con appalti per un valore di decine di milioni di euro, “era da diversi anni – si legge in una nota del Procuratore Policastro – amministrata di fatto da due soggetti, tra loro coniugati, apparentemente estranei al complesso aziendale, sfruttando la compiacenza del legale rappresentante della società, utilizzato quale prestanome, in quanto non aggredibile patrimonialmente, essendo nullatenente”. Dai successivi accertamenti sarebbero inoltre emersi presunti “gravi indizi di reato nei confronti degli amministratori di diritto e di fatto in ordine a reati di carattere fiscale, in alcuni casi fino ai giorni d’oggi, con il conseguimento di un ingente beneficio economico per gli amministratori di fatto, in guisa da consentire alla società di praticare dei prezzi o offerte più vantaggiosi a discapito delle aziende concorrenti, così alterando le regole del mercato e della libera concorrenza”. Nella fase esecutiva del provvedimento di sequestro si è proceduto a sottoporre a cautela reale beni mobili soggetti a registrazione ed immobili costituiti da terreni e fabbricati, nonché tutti i rapporti di conto corrente riconducibili alla società o agli amministratori di fatto e di diritto e quote di altre società , per un valore di oltre 5 milioni di euro.
La ricostruzione del patrimonio personale degli indagati, resa possibile anche mediante l’utilizzo delle competenze proprie della Guardia di Finanza in materia di polizia economica-finanziaria, ha consentito l’individuazione, con l’ausilio dei magistrati del college Italiano di Eurojust, anche di beni all’estero nella disponibilità degli indagati. Le ricerche e le attività volte ad individuare, e a sottoporre a sequestro, altri beni nella disponibilità della società e/o degli indagati, sul territorio nazionale e su quello estero, fino alla concorrenza dei circa 9 milioni di euro, proseguono anche con l’ausilio dei corrispondenti organi stranieri. L’ attività d’indagine, ed in particolare le competenze tecniche del Noe, hanno altresì consentito di accertare che l’amministratore di fatto della Izzo Pelli abusivamente cagionava l’inquinamento ambientale del territorio limitrofo, in particolare la compromissione significativa e misurabile delle acque e dell’aria nella zona della Valle Isclero, riscontrando quanto denunciato dagli abitanti del posto, preoccupati per le ripercussioni sulla propria salute. Le risultanze delle indagini, svolte mediante sopralluoghi, analisi e attività di natura tecnica, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’amministratore della società , per i reati di inquinamento ambientale, stoccaggio illecito di rifiuti pericolosi nonché di scarico di reflui industriali oltre i limiti consentiti nel fiume Isclero, già sottoposto a sorveglianza per gli alti livelli di inquinamento e per i pericoli connessi allo stato di salute degli abitanti dell’omonima valle. La sinergia dei Reparti operanti ha permesso di porre fine ad una serie di illeciti ad ampio raggio, dal campo economico finanziario a quello della tutela dell’ambiente e della salute pubblica, mettendo la specialità delle singole forze a servizio dell’intera collettività, in un momento storico in cui i settori dell’economia e dell’ambiente rivestono un ruolo fondamentale per il tessuto sociale del Paese.

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