Alessandro Carofano direttore di Atacama risponde al consigliere Iuliano.

In viaggio per Roma per Atacama festival, rispondo alla nota del consigliere Iuliano per quanto di mia competenza.
La mia avventura in Cervinarte è nata e cresciuta nella Pro Loco di Cervinara. Il mio lavoro l’ho sempre offerto volentieri all’associazione prima come volontario, poi come Presidente e, infine, come organizzatore e Direttore Artistico di Cervinarte Festival, un’avventura durata 5 anni. Un percorso che ha visto l’evento diventare un festival dalle grandi potenzialità, un progetto di crescita per i giovani e per il nostro territorio, un progetto appetibile. Difendere il mio lavoro vuol dire anche renderlo indipendente e così sto facendo. Atacama festival non nasce in contrapposizione a nulla, è semplicemente un cammino che prosegue per una strada diversa. Il format, che ho messo a disposizione per un evento nato in Pro Loco dieci anni fa, ormai ha esaurito quel percorso. Più che chiedersi perché ci sono due festival a Cervinara bisogna constatare una diversità di eventi. Il progetto esecutivo presentato dal Comune non rispecchia più il mio format e, quindi, quello che è stato Cervinarte fino ad ora. L’incontro di passioni, amicizie, collaborazione con decine e decine di persone e Associazioni, un lavoro collettivo per la comunità: questa eredità la porto con me sicuro di poter continuare a crescere insieme. Per tutto il resto la Pro Loco (mamma di Cervinarte) e il Comune sono liberi di puntare su quello che meglio credono e, a questo punto, scegliere il futuro di una storia. Il mio legame affettivo con quella storia, con Nicodemo e la sua memoria non si consumerà mai. Mi auguro che, chiarita l’indipendenza del lavoro che la famiglia di Atacama sta svolgendo, il nostro progetto venga giudicato solo per il suo valore socio-culturale.

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