Alimentare:grano in ‘svendita’, protesta agricoltori campani

‘Ai 180 euro con cui viene pagato un quintale di pasta dal consumatore fanno fronte soli 18 euro con cui viene pagato un quintale di grano duro al produttore agricolo”: è la fotografia della crisi dei prezzi dettata dalle speculazioni internazionali, come afferma una nota, ”che sta mettendo in ginocchio uno dei più importanti settori del made in Italy alimentare nel mondo, a cominciare dalle pregiate produzioni campane”. A denunciarlo è Agrinsieme Campania (Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative), che oggi ha organizzato un presidio all’Isola A6 del Centro Direzionale di Napoli. “In queste condizioni – ha affermato Alfonso Di Massa, coordinatore di Agrinsieme Campania – c’è il rischio che molti agricoltori non seminino grano per il prossimo anno”. Per il rilancio della politica agricola, Agrinsieme ha avanzato una serie di proposte riassunte in un documento consegnato a margine del sit in al consigliere regionale delegato all’Agricoltura, Franco Alfieri, e al vicepresidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania, Nino Mortaruolo. Tra le richieste spicca la revisione del PSR che, attualmente, presenta criteri di accesso sia economici che di premialità di fatto insuperabili per la maggior parte delle aziende cerealicole.

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