Alto Calore Servizi si va verso lo sciopero generale.

Il ritardo nel pagamento degli stipendi è diventato strutturale. L’accredito arriva anche dopo 15 giorni e non si parla di pagare straordinari e quattordicesima. A tutto questo va aggiunta una mancanza totale di fiducia nel presidente e nel consiglio di amministrazione. Tutte ragioni che stanno portando il personale dell’Alto Calore servizi ad una giornata di sciopero generale. Nell’ambito delle procedure di raffredamento sindacale, il prefetto di Avellino Maria Tirone ha dato mandato, entro 15 giorni, ai vertici di Acs di presentare ai lavoratori una strategia di rilancio dell’azienda. Del resto, nonostante gli sforzi di Lello De Stefano, presidente del consiglio di amministrazione dell’Acs, negli ultimi 4 anni, l’azienda ha maturato altri 22 milioni di euro di debiti. Non solo, ci sono 96 milioni di crediti da incassare, mentre è stimato in 57 milioni di metri cubi di acqua non fatturata, a causa della perdita sulla rete, ma anche per gli allacci abusivi. I lavoratori chiedono una serie politica di recupero crediti e di interventi strutturali. Sono stanchi dei proclami e se non ci saranno interventi concreti incroceranno le braccia. Il management della società di Corso Europa ad Avellino ha 15 giorni di tempo per presentar un piano al tavolo di trattativa. Il piano sarà valutato da sindacati e lavoratori ed in base ai risultati si deciderà se scioperare o meno. Sembra, però, scontato che si vada all’astensione dal lavoro, visto che De Stefano non potrà che ribadire le cose già affermate in vari assemblee e che non soddisfano per nulla i dipendenti.

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