Alto Calore Servizi spa: domani assemblea dei Sindaci voterà il bilancio 2016

Domani pomeriggio verrà presentata all’assemblea dei sindaci dell’Alto Calore Servizi, il Bilancio per l’anno 2016 che i soci saranno chiamati ad approvare. Il Bilancio di esercizio 2016 si chiude con un utile sulla gestione caratteristica di 67.159 euro, ed un margine operativo lordo (Mol) di 608.682. Riassorbito dunque il pauroso -30,7 milioni del bilancio precedente, frutto principalmente di un accantonamento prudenziale a fondo rischi di circa 23, 8 milioni. Positivo per l’ente guidato da Lello De Stefano pure il saldo tra il valore della produzione (44.372.437 milioni) e i suoi costi. Il margine di risparmio per l’Alto Calore ammonta, infatti, a 911.183 euro. Altro dato che segna un miglioramento delle performance è quello legato ai costi energetici (13.287.000 euro), che subiscono una sforbiciata di 1,121 milioni. Per contro, l’altra grande voce del Bilancio dell’ente, le spese per i 335 dipendenti, subisce un aumento pari a 365.206 euro, per un totale di 19.098.339 milioni di euro. Nonostante una riduzione secca pari a 1 milione di euro sul passivo vantato dalle banche (da 5,2 a 4,2), il totale dei debiti è di 126,944 milioni di euro, che rispetto ai 118,325 già certificati dall’esercizio di Bilancio del 2015, certificano un incremento della massa debitoria pari a circa 8,6 milioni di euro. A bilanciare la voragine del passivo dell’ente di Corso Europa, sono essenzialmente le voci dei crediti e del patrimonio complessivo. I primi, che ammontano a circa 95.813.860, sono in aumento rispetto agli 87.147.604 dell’anno precedente. Il Patrimonio, infine, dopo la Fusione per incorporazione dell’Alto Calore Patrimonio, si attesta sui 112.867.413 euro. Sui crediti arruiva la novità dell’esternalizzazione dell’ attivita’ di recupero delle somme. Sessanta milioni di crediti da affidare attraverso un bando già approvato dal Cda dell’Alto Calore lo scorso ottobre. «Il 2016 – si legge nel Bilancio – è stato un anno di transito, compreso nel triennio 2013-2015, che si è contraddistinto per il ritorno nella società Alto Calore Servizi Spa del suo patrimonio storico attraverso la fusione con ACP, la riduzione dei costi operativi e la riorganizzazione societaria, ed il triennio 2016-2018 che, nelle intenzioni del Cda, dovrà caratterizzarsi per una crescita equilibrata ina attesa dell’eventuale affidamento del servizio idrico integrato da parte del Consiglio di distretto Ato Calore-Irpino e dell’Ente Idrico Campano. L’ipotesi del Contratto di rete – si legge nel documento – è utilizzabile e valido giuridicamente come forma aggregativa di gestione.

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