Ance: le grandi opere non riescono a partire.

Dal 2007 al 2017 sono andati persi sessanta miliardi di euro in finanziamenti. Una situazione paradossale, in quanto il governo per le opere infrastrutturali, nell’ultimo triennio, ha stanziato il 72 per cento di risorse in più, rispetto ai tre anni precedenti. Le grandi opere, però, non riescono a partire, in quanto, l’Italia è assediata da una legislazione asfittica che non permette l’espletamento delle gare di appalto. E’ quanto denuncia l’Ance nazionale, nel corso del suo annuale confronto con gli associati, rispetto all’osservatorio delle costruzioni. La frenata del comparto edilizio incide, pesantemente, sul prodotto interno lordo e priva il territorio di infrastrutture necessarie. Non solo, provoca una pesante ricaduta sulle aziende edilizie che non riescono a venire fuori dalla crisi. La dimostrazione arriva dal nuovo codice degli appalti, che è corredato da ben 50 decreti esecutivi, e non tutti sono stati ancora emanati. A questo bisogna aggiungere, la difficoltà degli enti locali a bandire le gare di appalto, proprio a causa di tutti questi cavilli burocratici. Una difficoltà che investe soprattutto gli enti locali del meridione, dove, qui sta il paradosso, più sono necessarie le infrastrutture, soprattutto quelle viarie. Basta ad esempio, pensare alla superstrada, che ha preso il nome di Valle Caudina – Caserta. Si tratta del primo lotto della più lunga Benevento – Caserta. Il finanziamento per circa 140 milioni di euro è stato già stanziato da più o meno due anni. Ma la gara non è stata neanche bandita. L’arteria sarebbe necessaria, addirittura vitale, per arrivare a Napoli e Caserta, visto che l’unica strada, l’Appia, è sempre più intasata. In questi giorni, ci sono dei lavori in corso nel comune di Santa Maria a Vico, e, a volte, ci vogliono anche venti minuti per fare anche pochissimi chilometri. Inoltre, come sottolinea l’Ance, una volta bandita la gara di appalto e aggiudicata, arrivano i ricorsi alla magistratura amministrativa che continuano a frenare tutto. Il nuovo codice degli appalti, redatto con l’Anac di Raffaele Cantone si è reso necessario per tenere fuori la criminalità organizzata dai grandi lavori e per frenare i tanti fenomeni di corruzione. Ma, il nuovo governo ed il nuovo parlamento sono chiamati a a rendere la materia più accessibile da parte delle aziende serie. Magari, si potrebbe prendere esempio da altri paesi europei che sanno coniugare efficienza e trasparenza. In Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna,la realizzazione delle opere pubbliche infrastrutturali ha aiutato e non poco a venire fuori dalla crisi economica. Come sempre, in Italia ci sono i soldi e non si riescono a spendere.

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