Per Angelo Izzo “Il Mostro del Circeo” archiviata l’accusa di calunnia.

Angelo Izzo, uno dei tre autori del massacro del Circeo, insieme a Gianni Guido ed Andrea Ghira, fa nuovamente parlare di sé. Infatti, da pochi giorni è trapelata la notizia dell’archiviazione di un procedimento penale aperto a suo carico, per il reato di calunnia, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri. In particolare, Angelo Izzo era accusato di calunnia a seguito di una serie di dichiarazioni, rese al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Dott. Carlo Paolella, in data 25 Novembre 2015 ed in data 22 Giugno 2016, relative all’efferato omicidio di Carlo Faiella, avvenuto il 29 Dicembre 1972. Il Faiella, a detta di Izzo, si trovava seduto sul sedile anteriore destro della vettura targata Roma K132570 condotta da Abbruciati Danilo, più noto come “Er Camaleonte”, uno dei boss dell’organizzazione criminale romana conosciuta come la Banda della Magliana.
All’omicidio avrebbe partecipato, a suo dire, lo stesso Izzo il quale avrebbe esploso dei colpi introducendo la mano con la pistola nell’abitacolo della autovettura attraverso il finestrino. La ricostruzione fatta da Angelo Izzo presentava alcune incongruenze rispetto ai rilievi effettuati dalla Polizia e rispetto ai risultati dell’autopsia, eseguita dai dottori Arturo Marchiori e Luisa Costamagna, che avevano accertato che il Faiella Carlo era stato attinto da tre proiettili, di cui uno alla regione occipitale sinistra e due al dorso, esplosi a breve distanza. Pertanto a seguito di queste incongruenze, la Procura della Repubblica di Velletri, con il Sostituto Procuratore Dott. Giuseppe Travaglini, aveva aperto un fascicolo a carico di Izzo per il reato di calunnia. A seguito delle indagini espletate e, soprattutto, delle memorie difensive redatte dagli avvocati di fiducia di Angelo Izzo, l’avellinese Rolando Iorio ed il ferrarese Filippo Barbagiovanni, il procedimento è stato definitivamente archiviato. Angelo Izzo, oltre che per il massacro del Circeo, è noto alle cronache giudiziarie anche per l’efferato duplice omicidio di Ferrazzano, in provincia di Campobasso, allorquando in data 28 Aprile 2005 uccise barbaramente Maria Carmela e Valentina Maiorano, rispettivamente madre e figlia, mentre si trovava in regime di semilibertà. Da 5 anni il pluriergastolano, ora rinchiuso in un carcere di massima sicurezza del Centro Italia, è difeso dall’avvocato avellinese Rolando Iorio.

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