Annullata l’ordinanza di custodia cautelare per la mafiosa catanese Paola Torrisi, difesa dall’avv.Vannetiello.

All’alba del 10 febbraio una maxi operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ha eseguito una imponente ordinanza di custodia cautelare nei confronti di ben 109 persone, azzerando la storica cosca mafiosa denominata clan Laudani, che, secondo gli inquirenti vede ancora quale figura carismatica l’ottantenne Laudani Sebastiano. Oggi, al vertice del clan tre “padrine” : Maria Scuderi, Concetta Scalisi e Torrisi Paola. Una posizione particolare era rivestita da Torrisi Paola, sfuggita all’arresto e scovata dai carabinieri soltanto il giorno seguente. Figlia di uno storico capomafia che curava il traffico internazionale di stupefacenti per conto di Gaetano Laudani, secondo gli inquirenti, “stimata” negli ambienti criminali, ha iniziato la sua carriera da giovanissima, allorquando cominciò a gestire una fitta rete dei trafficanti dall’Etna fino a mettere radici a Caltagirone, che diventò il suo regno. Infatti, era stata coinvolta, con funzioni di direzione e di organizzazione in altra precedente inchiesta sul clan Santapaola, ma riuscì dopo tre gradi di giudizio a riportare la mite condanna ad anni 5 e mesi 4 di reclusione. Dalle più recenti investigazioni era emerso che, dopo aver avuto rapporti con il clan dei Santapaola, Paola Torrisi era riuscita a tessere e mantenere rapporti con altre cosche , passando dal clan Laudani fino ad arrivare al clan Pilleri.
Pesanti le accuse a lei mosse. Risponde di associazione mafiosa, di associazione finalizzata al narcotraffico, oltre a singoli delitti di cessione di significativi quantitativi di cocaina, reiterati nel tempo. A suo carico vi erano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Laudani Giuseppe (cl. 82) ed Anselmi Nazareno, riscontrate dalla sua presenza in un albergo di Andria, in provincia di Bari, ove la donna alloggiava in occasione dei suoi viaggi in “continente” per incontri con malavitosi pugliesi, nonchè questo punto di incontro con malavitosi campani provenienti dal quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio. Tutti gli elementi indiziari avevano come collante il suo provato coinvolgimento nel mondo del narcotraffico comprovato dalla sua precedente sentenza di condanna ove furono accertati i suoi rapporti illeciti con i noti Santapaola. La difesa, rappresentata, oggi come allora, dall’ avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, ha proposto ricorso al Tribunale del riesame che, con provvedimento emesso in data odierna, in totale accoglimento delle tesi proposte dalla difesa, ha clamorosamente annullato l’intera ordinanza di custodia cautelare ed ordinato la rimessione in libertà di colei che è soprannominata la “regina di Caltagirone”. Molto articolate ed approfondite sotto il profilo giuridico si sono rivelate le argomentazioni sviluppate dalla difesa di colei che viene ritenuta dalla DDA essere dal lontano 1990 ad oggi la intermediaria per acquisti di sostanza stupefacente da parte di vari gruppi criminali in Sicilia. All’esito di tale inaspettata e sorprendente decisione assunta qualche ora fa, Paola Torrisi ha lasciato la casa circondariale di Agrigento ove è stata solo per pochi giorni detenuta, nonostante le pesantissime accuse facevano presagire il contrario, anche alla luce del fatto che l’ipotesi accusatoria mossa nei confronti di 109 persone , salvo qualche ad eccezione, era stata convalidata dal Tribunale del riesame di Catania.

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