Appalti Truccati: terza giornata di interrogatori davanti al Gip

Terza giornata di interrogatori davanti al Gip Flavio Cusani per gli indagati dell’Inchiesta sugli Appalti Trucctai al Comune di Benevento. Questa mattina sono stati interrogati Fioravante Carapella, Angelo Collarile, Giuseppe Pancione e Pellegrino Parrella. Difeso dall’avvocato Nunzio Gagliotti, Carapella ha confermato le sue affermazioni, arricchendole di ulteriori chiarimenti alle luce di quelle di Collarile riportate nell’ordinanza di custodia cautelare, e spiegando di aver avuto rapporti con il dirigente comunale Angelo Mancini, da lunedì in carcere, in due sole occasioni. In una gli avrebbe chiesto informazioni sulle opportunità legate alla legge sull’imprenditoria giovanile, che pensava potessero essere sfruttate dal figlio, nell’altro incontro, avvenuto a distanza di una decina di giorni nei pressi delle Poste, gli avrebbe portato della documentazione, ma incompleta.
Anche Collarile, assistito dall’avvocato Nino Lombardi, avrebbe ribadito quanto già affermato. E’ nella sua abitazione che i carabinieri avevano rinvenuto e sequestrato, il 2 maggio 2015, l’endoscopio che sarebbe stato adoperato da Mancini – secondo gli inquirenti – per spiare le offerte delle ditte senza aprire le buste. Difeso dagli avvocati Dario Vannetiello e Raffaele Scarinzi, Giuseppe Pancione ha negato di conoscere Mancini e di aver avuto rapporti con lui. Ha ammesso invece di aver incontrato Collarile e Carapella, che gli avrebbero parlato – ha sostenuto – della possibilità di condizionare gli appalti. Pellegrino Parrella difeso dagli avvocati Dario Vannetiello e Teodoro Reppucci ha riferito che dopo essersi aggiudicato una gara, Mancini lo aveva convocato perchè lui aveva certificato l’insussistenza di precedenti penali ostativi, convinto che non lo fosse quella condanna al pagamento di un’ammenda di 5mila euro rimediata in precedenza per la sua attività lavorativa. A quel punto, ha continuato Parrella, aveva rinunciato all’aggiudicazione per evitare la segnalazione all’Anac.

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