Appalti truccati: Mancini ai domiciliari. Gli interrogatori hanno rafforzato il quadro indiziario.

Il Gip del tribunale di Benevento Flavio Cusani al termine degli interrogatori per l’inchiesta su alcune gare d’appalto del Comune di Benevento che sarebbero state pilotate in cambio di presunte tangenti ha deciso l’attenuazione della misura cautelare per Angelo Mancini che lascia il carcere e ottiene gli arresti in casa. Ricordiamo che Mancini attualmente è sospeso da dirigente del comune di Benevento. L’obbligo di dimora è stato invece disposto per sei imprenditori che erano finiti ai domiciliari: Mario Siciliano Pietro Ciardiello, Giuseppe Pancione, Pellegrino Parrella, Antonio D’Addona, Guido Mastantuono. Il gip ha infine revocato gli arresti domiciliari ad Angelo Collarile e Fioravante Carapella, e l’obbligo di firma ad Angelo Pilla. Il Gip ha adottato tali decisioni in quanto dal momento in cui l’ordinanza era stata emessa sono diminuite le esigenze cautelari anche alla luce di sospensioni e dimissioni dagli incarichi, e di un nuovo quadro politico-amministrativo emerso dalle elezioni comunali, gli interrogatori hanno rafforzato il quadro indiziario. Perchè le dichiarazioni di Carapella e Collarile, di “cui si è potuto verificare la credibilità”, sono state ulteriormente supportate da una serie di precisazioni che hanno confermato le circostanze al centro dell’attività investigativa. La parola passa ora al Riesame: l’8 luglio sarà discusso il ricorso presentato dal legale di Mancini.

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