Arcivescovo Accrocca deve riorganizzazione parrocchie: troppi preti “commercianti”.

Ha trascorso un anno a studiare, a conoscere il territorio della sua diocesi, a rendersi conto di persona delle varie questioni. Ora è arrivato il tempo di agire, di dare un imprimatur personale alla gestione dell’arcidiocesi. L’arcivescovo di Benevento, monsignor Felice Accrocca ha azzerato l’intera gestione patrimoniale dei beni della curia, sia mobili che immobili. Un rompete le righe con tanto di decreto, nel quale si spiega che l’atto è necessario per omogenizzare la gestione. Non solo, monsignor Accrocca, scrive a chiare lettere che è necessario conoscere l’esatto rendiconto economico. Un modo per far capire che, probabilmente, nei conti ha trovato qualcosa che non quadra. Del resto, non è un mistero il fatto che ci sono diverse attività, di diretta emanazione della curia, in profondo rosso. Come non è un mistero per nessuno che le proprietà immobiliari dell’arcidiocesi, edifici, terreni, case, siano gestiti, da sempre da un pugno di professionisti beneventani che sembra si tramandino questo ruolo da padre in figlio. A quanto pare, quindi, l’arcivescovo ha iniziato la sua rivoluzione tranquilla. Ma sempre di rivoluzione si tratta, in quanto la diretta gestione dei beni dovrebbe spezzare più di un monopolio. Prossima tappa di questo vero e proprio sommovimento riguarderà le parrocchie. Probabilmente, subito dopo la pausa estiva, monsignor Accrocca metterà mano alla riorganizzazione delle parrocchie sull’intero territorio. Anche questa riorganizzazione è temuta da alcuni, ma auspicata tanti, soprattutto dai fedeli.

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