Asl Benevento: De Girolamo, palese violazione norme indagini

“La richiesta di rinvio a giudizio per tutti i reati a me contestati non mi sorprende avendo da tempo maturato il convincimento che la conduzione delle indagini da parte dei due pm di Benevento sia avvenuta in palese violazione di precise norme processuali che ho da tempo sottoposto alla valutazione sia del gip, sia della Procura generale e del Ministero di Grazia e Giustizia”. Lo ha detto l’ex ministro per le Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, oggi parlamentare di Forza Italia, sul rinvio a giudizio chiesto dalla Procura di Benevento nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della Asl di Benevento. “La celerità nel richiedere il mio rinvio a giudizio -ha aggiunto De Girolamo – senza neanche attendere le decisioni del gip che ha già fissato una udienza camerale per il 23 marzo per decidere sulla richiesta di inutilizzabilità delle registrazioni abusivamente effettuate nel mio domicilio e sulla sorprendente richiesta di archiviazione di Falato e Pisapia, e’ inspiegabile e non potrà non essere oggetto di ulteriori iniziative da parte dei miei legali”. “Solo in questo Paese – ha detto De Girolamo – una persona viene registrata in casa e su quelle registrazioni una Procura decide di costruirci un processo. Solo in questo Paese una persona che ha commesso peculato e truffa ai danni dei cittadini e ha violato la privacy e le prerogative di un parlamentare non viene rinviato a giudizio, ma tutelato ed esaltato”. “È’ del pari inusuale – secondo De Girolamo – che ci si spogli del processo richiedendo il rinvio a giudizio, senza neanche attendere le determinazioni del superiore ufficio della Procura Generale cui avevamo richiesto l’avocazione delle indagini per reiterate omissioni investigative. Sono serena sia per l’assoluta infondatezza delle accuse, sia perché finalmente la decisione è passata a un giudice terzo”. “Dispiace solo – ha concluso De Girolamo – che il confronto non potrà intervenire con nessuno dei pm che ha condotto le indagini poiché già trasferiti per loro espressa richiesta o in procinto di esserlo ad altri incarichi e uffici”.

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