Assolto il boss Pietro Papale: evita l’ergastolo

Si è concluso il processo di primo grado relativo all’omicidio di Battaglia Giuseppe, avvenuto in Ercolano il giorno otto marzo 2009.
La direzione distrettuale antimafia aveva chiesto l’ergastolo per il ritenuto mandante del delitto Pietro Papale, come per l’esecutore materiale Montella Ciro .
Mentre l’altro esecutore materiale, Barone Michele, giudicato separatamente, risultava già essere irrevocabilmente condannato alla pena di anni 16 di reclusione alla luce della riduzione sia per il rito abbreviato, sia della sua confessione sia e della diminuente dell’essere minorenne all’epoca del delitto.
Il Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli, dott.ssa De Ruggiero, ha condannato ad anni trenta Montella Ciro, colui che esplose secondo il P.M. i colpi che attinsero la vittima.
Mentre, in totale accoglimento della articolata linea difensiva enucleata dall’avv. Dario Vannetiello del foro di Napoli, ha assolto Pietro Papale, colui che viene ritenuto dagli inquirenti elemento di vertice del clan Ascione-Papale, gruppo in forte contrapposizione a quello dei Birra – Iacomino.
Forte e mirata la strategia dell’avvocato di Papale : i pentiti Gaudino ed Esposito si autoaccusavano di aver partecipato ad un delitto di omicidio da loro mai commesso .
Le dichiarazioni dei due collaboratori di giustizia Gaudino ed Esposito Gaetano non sono state ritenute sufficienti per incastrare Papale in quanto non convergenti con le dichiarazioni rese dall’altro esecutore, Barone Michele, dichiarazioni queste ultime che l’avvocato Vannetiello è riuscito a far entrare nel processo grazie all’accoglimento di una richiesta da lui formulata dopo l’arringa : la acquisizione della sentenza emessa a carico del Barone nel procedimento separato al cui interno era riprodotta la versione da lui resa sulle modalità dell’omicidio e sule persone coinvolte.
E così, nonostante le confessioni dei due pentiti Gaudino ed Esposito, costoro sono stati ritenuti inattendibili, tanto da meritare sorprendentemente la assoluzione.
Né è stato ritenuto idoneo riscontro alla accuse dei pentiti la qualità di capoclan del Papale, nonostante il delitto provatamente è stato consumato nell’ambito di una faida che è durata moltissimi anni ed ha insanguinato la citta di Ercolano e che ha visto protagoniste le famiglie Ascione – Papale da un lato , le famiglie Birra – Iacomino dall’altro.
Infatti, nell’ambito del medesimo procedimento figurava un altro omicidio, quello di Cefariello Salvatore, avvenuto in Ercolano in data 21.10.01, di cui erano accusati i fratelli Stefano e Giacomo Zeno, i quali, efficacemente difesi dall’avv. Bruno Spiezia, sono stati entrambi assolti dalla pesantissima accusa, sempre alla luce delle carenti dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, esaltate dal preciso lavoro del difensore .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*