Assolto dal Tribunale di Avellino il padre che fa mancare i mezzi di sussistenza al figlio minore.

Il Tribunale di Avellino, Sezione Penale, Giudice Dott.ssa Rega, nella giornata di ieri ha assolto C.M. dal reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare aggravato dalla circostanza di aver fatto mancare i mezzi di sussistenza al figlio minore. L’uomo, noto ingegnere, era dal settembre 2009 legalmente separato dalla moglie, funzionario ministeriale, e dall’unione dei due, originari del capoluogo irpino, era nato un figlio. Dopo la separazione l’uomo aveva iniziato una nuova convivenza dalla quale è nato un altro figlio. L’ex moglie, attraverso un rilevante numero di querele all’autorità giudiziaria, contestava al marito che a partire dalla data della separazione aveva fatto mancare senza soluzione di continuità i mezzi di sussistenza al figlio minore, sottraendosi in tal modo agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà genitoriale, in particolare gli contestava di non versare l’assegno di euro 500 mensili per il mantenimento del figlio oltre alle spese straordinarie nella misura del 50% come stabilito in sede di separazione, in tal modo risultando inadempiente nei suoi confronti per l’importo di circa 50.000 euro fino all’attualità, oltre a disinteressarsi ad ogni esigenza del figlio minore ed omettendo qualsivoglia contributo anche morale per la crescita ed i bisogni del figlio minore. Per tale motivo il padre veniva tratto a giudizio per rispondere del reato di cui all’art. 570 commi 1 e 2 n.2) del Codice Penale, nella forma aggravata e con la contestazione della permanenza della condotta illecita; la posizione dell’uomo era aggravata da precedenti condanne per il medesimo reato in relazione alla stessa condotta illecita.Tuttavia, dopo una istruttoria dibattimentale particolarmente articolata e sofferta, avvelenata da accuse infamanti, toni alti e aspri tra le parti, il Giudice ha sorprendentemente assolto l’imputato dai reati a lui ascritti perché il fatto non costituisce reato, accogliendo in pieno la tesi del difensore di fiducia dell’imputato, l’Avv. Michele Florimo del foro di Avellino, che è riuscito a provare che non era dimostrato l’effettivo stato di bisogno della persona offesa, che le condizioni economiche dell’imputato non gli avevano permesso di adempiere a quanto stabilito in sede di separazione e che comunque la situazione di forte conflittualità con la coniuge aveva di fatto impedito al marito di ottemperare ai propri impegni di padre nei confronti del figlio minore.
In conclusione, la decisione del tribunale irpino, ponendosi sulla scia di un orientamento che si sta ormai consolidando nella giurisprudenza della Corti italiane, stabilisce che non è detto che debba essere per forza condannato il padre che si sottrae al puntuale adempimento dell’obbligo di versare l’assegno di mantenimento e alle responsabilità genitoriali, poiché può capitare che lo stesso non per sua colpa si trovi nell’ impossibilità di poterlo fare.

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