Assolto giovane studente irpino.

E’ finita nel miglior modo possibile la vicenda processuale di L. E., classe 1991, trovatosi suo malgrado al centro di una vicenda giudiziaria conclusasi l’altro ieri davanti al Tribunale Penale di Napoli, Sezione 4, Presidente Dott. Marcello Rescigno. I fatti risalgono alla sera del 7 febbraio scorso allorquando il ventisettenne si trovava con la madre e la fidanzata seduto su di una panchina a piazza Cavour di Napoli. Mentre i tre chiacchieravano tra di loro, sopraggiungeva una volante della polizia. Gli agenti, dal finestrino, chiedevano agli astanti se fossero italiano o stranieri. L.E., pensando di essere oggetto di scherno da parte degli agenti, rispondeva ironicamente dicendo <>. Ecco allora che la volante si accostava e rapidamente scendevano dalla vettura tutti gli occupanti. Il giovane avellinese, d’istinto, si allontanava lasciando sul posto la madre e la fidanzata. Dopo qualche minuto, resosi conto che non aveva nulla da temere, L.E. faceva ritorno al posto dove aveva lasciato le 2 donne allorquando, in un attimo, gli agenti di polizia che stavano controllando i documenti della madre e della fidanzata, vedendo ritornare L.E., gli si avventavano contro arrestandolo. Il giovane trascorreva quindi la notte nelle camere di sicurezza e la mattina veniva processato con il rito direttissimo per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, avendo 2 dei 4 agenti intervenuti, riportato delle escoriazioni alle dita delle mani. La mattina della udienza il difensore del ventisettenne, l’avvocato Rolando Iorio, anticipava la richiesta di procedere con il giudizio abbreviato, riuscendo ad ottenere un breve rinvio del processo e, soprattutto, la non applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, chiesta invece a gran voce dal Pubblico Ministero. L’altro ieri si è concluso il processo a carico del giovane avellinese che è stato mandato assolto da entrambi i reati per non aver commesso il fatto. Accorata l’arringa del difensore che è riuscito a dimostrare l’assoluta infondatezza delle accuse mosse nei confronti del suo assistito, nonché la circostanza che le escoriazioni riportate dai poliziotti erano state in realtà provocate involontariamente durante la concitata fase dell’ammanettamento. Il Pubblico Ministero aveva chiesto una condanna ad anni 1 e mesi 4 di reclusione. Il giovane irpino è stato invece assolto con formula piena.

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