Ato Calore Irpino: si va alla gara europea.

Il commissario straordinario dell’Ato Calore Irpino, Giovanni Colucci, con una missiva inviata a tutti gli organi preposti, a partire dal presidente della giunta regionale della Campania, certifica l’impossibilità di assegnare in house il sevizio idrico integrato. Non solo, secondo Colucci, il servizio deve essere assegnato attraverso una procedura concorsuale. Nella missiva chiede il via libera per dare vita alla predisposizione degli atti concorsuali, che poi saranno sottoposti all’Anac di Cantone. Insomma, la lettera di Colucci sembra mettere una pietra tombale sulle speranze dell’Alto Calore Servizi, di poter diventare ente gestore. La gara di appalto, infatti, sarà di respiro europeo e l’ente di corso Europa ha un passivo di 180 milioni di euro. Per prendere parte ad una iniziativa così complessa, alla quale saranno interessati anche i privati, non si può certo avere i bilanci in passivo. Non si deve pensare, però, che l’iniziativa di Colucci sia contro proprio l’Acs, il commissario dell’Ato Calore Irpino, come specifica bene nella missiva, deve applicare la legge. Ebbene, il tre giugno scorso, è scaduto il termine grazie al quale sul territorio si potevano creare aggregazioni tra soggetti gestori, per ottenere il servizio. Purtroppo, non c’è stato alcun accordo, in qaanto, ad esempio, l’ingresso della Gesesa, che per una percentuale è di proprietà di Acea, sembrava preludere all’entrata dei privati. Mentre con l’ acquedotto pugliese si paventava uno sfruttamento delle sorgenti irpine. Insomma, si è detto sempre no ed ora la procedura concorsuale, sembra preludere alla fine dell’Alto Calore servizi. A meno che non si apporti un cambiamento alla legge, che, intanto, Colucci deve rispettare.

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