AVELLINO. Ato, il documento a firma di: Rodolfo Salzarulo (Lioni), Gerardo Pompeo D’Angola (S.Andrea di Conza), Michele Di Maio (Calitri), Pietro Mariani (Morra de Sanctis)

In seguito all’assemblea dei Sindaci dell’ATO per i rifiuti della provincia di Avellino, con la sola finalità di costruire una ipotesi condivisa di organizzazione dei Sistemi Territoriali Operativi, tale che dia un impulso forte e non frettoloso alla riorganizzazione del ciclo dei rifiuti nella nostra provincia, alcuni rappresentanti di comunità locali si attivano per fornire il proprio contributo alla soluzione di questioni non risolvibili con richiami alla obbedienza di partito, qualunque esso sia.
I Sindaci sottoscritti, quindi, in seguito all’assemblea dell’ATO convocata nell’aula consiliare del Comune di Avellino poi deserta, offrono queste brevi note all’attenzione dell’ufficio di presidenza e dell’intera conferenza dell’ATO stessa.
1. Sulla proposta di ripartizione del territorio provinciale in Sistemi Territoriali Operativi prodotta dalla presidenza ci sono in atto diversi spunti di riflessione critica, emergenti in ambiti diversi del territorio stesso, tutti volti a modificare la configurazione degli STO in modo più o meno significativo;
2. Spesso non convince l’aggregazione dei Comuni che, tra loro, hanno in essere distanze non facilmente superabili o disomogeneità territoriali poco compatibili;
3. Il ciclo dei rifiuti vede il picco dei propri costi soprattutto nei trasferimenti e negli impianti di ricezione e smaltimento (come peraltro sottolineato dalla recente condanna della Corte europea), e non appare che questo elemento sia stato al centro della proposta di configurazione degli STO;
4. Dal momento che questa provincia si trova, rispetto a tutte le altre della Regione, nelle condizioni di adempimento più avanzate e che, per questo, avrebbe la disponibilità dei tempi sufficiente ad operare una riflessione ponderata sulla strutturazione degli STO capace di soddisfare le esigenze di aggregazione poste dai vari territori;
5. Ritenendo che gli obiettivi da perseguire siano a) il riuso massimo del rifiuto umido nei campi limitrofi ai luoghi di produzione; b) l’abbattimento massimo della produzione di rifiuto indifferenziato; c) il massimo di nobilitazione del rifiuto differenziato;
6. Considerando che ogni piano industriale si dovrebbe dimensionare proprio agli STO e alla loro articolazione, per definire l’impiantistica e le relative modalità di conferimento e che, quindi, le articolazioni territoriali sarebbero un pre-requisito necessario e sufficiente per ogni esperimento di nuova organizzazione del ciclo dei rifiuti, in cui la nostra provincia si dovrà cimentare nei prossimi anni;
Per soddisfare al massimo le esigenze sopra riportate e ridurre al minimo le modifiche da apportare in corso d’opera, ritenendo la proposta della presidenza una buona base di partenza su cui lavorare, PROPONGONO di istituire un gruppo di lavoro snello e rappresentativo dei veri territori perché in tempi brevi elabori la proposta emendata, sulla base delle considerazioni esposte e delle esigenze condivise, e la sottoponga al voto della prossima assemblea dell’ATO provinciale.

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