Avellino. Consegnata mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Ciampi

Le firme sono nove. Hanno aderito i cinque popolari, i tre consiglieri di Mai Più e Dino Preziosi. Per presentare in aula la mozione di sfiducia contro il sindaco Vincenzo Ciampi, però, sono necessarie 13 firme. Nonostante ciò, la mozione è stata presentata al presidente del consiglio comunale Ugo Maggio che, a sua volta, dovrà provvedere a farla avere a tutti gli altri gruppi. E’ una sorta di forzatura, messa in atto, per inchiodare, in qualche modo, il partito democratico. Via Tagliamento, infatti, ha già deciso che la sfiducia al sindaco Ciampi dovrà essere fatta subito dopo il 31 di ottobre, per consentire ai consiglieri democratici di votare per le elezioni provinciali. I loro voti, infatti, saranno determinanti per eleggere i nuovi vertici della provincia. Prima di allora, per sciogliere il consiglio comunale, senza il via libera dei democratici, c’è solo un modo: le dimissioni del sindaco Vincenzo Ciampi. Qualche giorno fa, qualcuno aveva messo in campo questa ipotesi, che potrebbe spiazzare tutte le altre forze politiche, ma il primo cittadino non sembra essere convinto. Lo stesso movimento cinque stelle vuole andare sino in fondo e dimostrare ai cittadini che è stato loro impedito di dare una svolta alla città. Sarebbe la base migliore per la nuova campagna elettorale. Da registrare, quindi, questa crepa nelle forze di opposizione. Anche questo è un chiaro segnale di come si potrebbero mettere le cose alle elezioni amministrative della primavera 2019. Una curiosità, mentre i vertici di pd e dei popolari di De Mita, sono in procinto di trovare un accordo per le provinciali, A palazzo di Città, si alzano di nuove le barricate. E’ un chiaro esempio della schizofrenia dei partiti ad ogni livello.

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