Avellino. La fine di un’epoca politica

Se c’è un luogo simbolo della politica per la provincia di Avellino, è un appartamento che si trova in via Tagliamento ad Avellino. Per la prima volta, nella sua storia, quell’appartamento non avrà un proprio rappresentante eletto in parlamento. Forse questa è la metafora che meglio coglie tutto ciò che è avvenuto nella giornata del quattro marzo, quando gli elettori hanno scelto senza se e senza ma, anche in provincia di Avellino, il movimento cinque stelle L’appartamento agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso divenne la sede provinciale della Democrazia Cristiana. Pochissimo tempo dopo si trasformò nella base operativa del potere di Ciriaco De Mita, come leader in ascesa. Erano davvero i tempi d’oro, dove in quelle stanze si facevano deputati, senatori, ministri, sottosegretari e presidenti della Rai. Poi inizia un lento declino con la scomparsa della Dc, ma via Tagliamento resta comunque la sezione frequentata, ad esempio, dal presidente del senato Nicola Mancino. Ma i passaggi sono sempre più incalzanti nelle elezioni politiche del 2008, dopo l’addio di Ciriaco De Mita, il pd irpino riesce ad ottenere solo l’elezione sicura del senatore Enzo De Luca. Va molto meglio nel 2013, quando si riescono a piazzare due deputati Luigi Famiglietti e Valentina Paris. Passano cinque anni e la valanga grillina travolge tutti. Senza contare che il pd irpino non riesce ad ottenere nessun salvagente per i suoi candidati. L’unico eletto delle province di Avellino e Benevento è il beneventano Umberto Del Basso De Caro. In Via Tagliamento dopo quasi sessanta anni non ci sono più deputati e senatori, resta solo il presidente del consiglio regionale della Campania Rosetta D’ Amelio.

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