Avellino. “Non c’erano le condizioni per il dissesto”

Dalla triade commissariale arriva il no al dissesto finanziario del Comune di Avellino. Per risanare il disavanzo di cassa, si percorrerà la via del pre-dissesto finanziario. L’annuncio arriva durante la conferenza stampa, che si è tenuta a Palazzo di Città, alla presenza della triade commissariale composta da Giuseppe Priolo, Silvana D’Agostino e Francesco Ricciardi, affiancati dal dirigente del Settore Finanza, Gianluigi Marotta.
L’intervento del Commissario Prefettizio Giuseppe Priolo:
«Grazie per la presenza e l’attenzione che prestate alle questioni dell’Amministrazione. Attenzione che consideriamo utile, proficua laddove si fa interprete delle problematiche del territorio, delle esigenze dei cittadini, delle condizioni dei servizi. Quando l’informazione è scevra da strumentalizzazioni e speculazioni di parte diventa elemento essenziale delle buone prassi amministrative svolgendo una sorta di auditing sociale, di imputo comunicativo che è importante per ogni compagine politica amministrativa ma sicuramente diventa ed è preziosa in una gestione straordinaria il cui fine unico è la tutela del bene comune.
Ringrazio i Revisori dei Conti, il Segretario Comunale e i Dirigenti del comune a cui ho chiesto di essere presenti. Questa è la squadra che, assieme a noi, ha la responsabilità e l’onere delle scelte che andiamo a compiere nell’esclusivo interesse dei cittadini e poi avrà anche la responsabilità di quelli che sono gli adempimenti successivi.
La gestione commissariale come noto è cominciata a fine novembre 2018. Nella delicata fase successiva allo scioglimento del Consiglio Comunale ha doverosamente e prioritariamente indirizzato la propria azione a definire le misure necessarie per superare la conclamata situazione di crisi economica dell’Ente risultato in condizioni strutturalmente deficitarie. A tal fine è stata avviata ed effettuata una difficile ma puntale e dettagliata ricognizione delle cause dello squilibrio e della portata quantitativa e qualitativa del deficit, muovendo formalmente dal dato consolidato ufficializzato del rendiconto di gestione del 2017.
L’analisi è stata effettuata mediante una serie di numerose riunioni, incontri e connesse verifiche ed accertamenti che hanno interessato tutti i settori di attività dell’Ente, ivi comprese le sue proiezioni esterne: nelle aziende partecipate, nelle strutture convenzionate, nelle associazioni e negli enti sovracomunali. Tale attività ricognitiva sarà ufficializzata nelle forme di legge e resa pubblica e accessibile a chiunque ne abbia interesse.
L’esito della ricognizione ha indotto, nella condivisione dei soggetti istituzionalmente preposti, a ritenere possibile e praticabile il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale previsto dall’articolo 243 bis del testo unico degli enti locali. Supportata dal ricorso del fondo di rotazione di cui all’articolo 244 ter, azionabile dall’Ente in relazione alla propria capacità di indebitamento che risulta allo stato utilizzata per una percentuale addirittura inferiore al 50% di quella massima prevista dalla legge.
Ho detto possibile e praticabile. Aggiungo che riteniamo il ricorso a tale procedura assolutamente doveroso nell’ottica della responsabilità, del rispetto che dobbiamo alla comunità che siamo stati chiamati ad amministrare. Si tratta di una scelta suffragata da dati certi e obiettivi, rinvenimenti dal rendiconto formale del 2017 già formalizzato, ma anche da quello del 2018 che andremo a formalizzare nei prossimi giorni, oltre che dalle ragionevoli previsioni dell’andamento dei flussi finanziari dell’anno 2019 e di quelli seguenti.
Si tratta di una scelta ragionevole e sostenibile presa in rapporto alla possibilità di reperire le risorse necessarie che possono e debbono essere acquisite dalla stessa struttura dell’Ente migliorando naturalmente la propria capacità gestionale e prioritariamente conseguendo un aumento della percentuale di riscossione dei crediti.
Si tratta di una scelta che vuole offrire piuttosto che precludere concrete possibilità di crescita e di investimento che possono derivare anche dalla possibilità di accesso al credito, come detto, risultata ampia e sostenibile.
Si tratta dunque di una scelta di responsabilità e di rispetto, ma anche di un’apertura di credito verso la città di Avellino e verso i suoi rappresentanti che dopo di noi saranno chiamati ad amministrare l’Ente.
In tale ottica andremo ad approvare da oggi e fino alla completa definizione la complessiva manovra finanziaria e di bilancio e le conseguenti misure amministrative e strutturali che riteniamo necessarie e che saranno sottoposte, per le previste verifiche, agli organi competenti, in primis Corte dei conti e Ministero degli Interni.
Oggi approviamo la manovra tariffaria e si limiterà esclusivamente agli adeguamenti imposti dalla legge. Non è prevista alcuna svendita dei tesori di famiglia, ovvero alienazione indiscriminata del patrimonio pubblico. Il piano delle alienazioni del patrimonio disponibile che sarà allegato al bilancio non è assolutamente riconducibile al Piano di rientro che andremo a proporre ed approvare.
Approveremo pressoché contestualmente il bilancio di previsione per l’esercizio in corso e senza attendere il termine del 30 aprile il Conto consuntivo per l’anno 2018 nell’ottica di palesare unitariamente e in modo chiaro e assolutamente veritiero, come vuole giustamente la Corte dei Conti, lo stato finanziario dell’Ente.
Sarà parte integrante e parallela nella complessiva manovra di bilancio il riconoscimento e la copertura dei debiti fuori bilancio come quantificati a seguito della scrupolosa ricognizione effettuata e del disavanzo espresso, ripeto, come raccomandato dalla Corte dei Conti. Nella consapevolezza delle carenze, talora dell’inadeguatezza della macchina amministrativa, intendiamo procedere ad una riorganizzazione della struttura che ne preveda il potenziamento rispetto all’attuale grave carenza di organico, potenziamento nei limiti possibili, razionalizzazione al fine di renderla più efficace e adeguata alle esigenze che saranno e sono ancor più pressanti in relazione all’attuazione del piano pluriennale di riequilibrio.
Attivato formalmente il ricorso alla procedura di quell’articolo 243 bis del TUEL intendiamo deliberare, assumendone la responsabilità, il Piano strutturale di riequilibrio finanziario pluriennale. Non attenderemo il decorso dei 90 giorni previsto dalla norma. Piano strutturale di riequilibrio finanziario pluriennale che limiteremo, anche in ragione della pronuncia della Corte Costituzionale, ad un arco temporale di gran lunga inferiore ai 15 anni previsti dalla norma.
Ultima annotazione, si è parlato di “fuga dalle responsabilità dei Commissari”. Ogni opinione, ogni polemica è possibile e lecita, noi non siamo qui per farne e alimentarle, ben consapevoli del ruolo istituzionale e della portata del nostro mandato. Sia consentita soltanto una considerazione, se scelta di comodo avesse voluto fare questa commissione, avrebbe potuto dichiarare dissesto già dopo un mese dal proprio insediamento. In questo caso avrebbe affidato ad altri organismo di liquidazione, Corte dei Conti, finanza locale e ogni problematica relativa al passato. Avrebbe potuto limitarsi a gestire una limitatissima ed ordinaria amministrazione senza assumere responsabilità o comunque evitando quelle più gravose.
Di certo la situazione del Comune è difficile, impone scelte e comportamenti di rigore e di sacrificio per tutti, in primis per la struttura comunale e quindi per gli amministratori, ma la consapevolezza di tali difficoltà, la problematicità delle azioni, la complessità dei correttivi necessari, non possono, non debbono indurre a cercare scorciatoie e a considerare il dissesto finanziario quale unica soluzione per aggirare la criticità economico finanziaria dell’ente. Questa sì che sarebbe una fuga dalle responsabilità».

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